Centro Storico di Napoli, ancora crolli: si sbriciola il cornicione della Chiesa di Santa Maria della Colonna

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L’edificio religioso “fondato” alla fine del XVI secolo lungo via Tribunali continua ad “affondare” nel suo stato di degrado: è crollato il cornicione della settecentesca facciata per fortuna senza causare nessun danno ai passanti. Situazione critica per i monumenti di Napoli.

 

Mentre il glorioso Complesso dei Girolamini celebra in questi giorni il “ritorno a casa” di due importantissime angeli reggicandelabro, di fronte, sul lato opposto della piazza, la chiesa di Santa Maria della Colonna continua a rovinare, sempre peggio.

 

Lunedì 17 giugno i Vigili del Fuoco sono intervenuti sul luogo constatando il crollo di frammenti di tufo, di calcinacci e di intonaco, distaccati da entrambe le ali esterne del cornicione che sporge dalla facciata della chiesa. A tutt’oggi l’area sottostante è stata delimitata con nastro isolate legato tra i paletti e i detriti sono stati spazzati e accantonati ai piedi della scalinata, nell’angolo destro. Il disegno mistilineo del cornicione settecentesco è ora spezzato, e si mostra nuda la sua struttura interna tufacea.

Lo storico complesso – voluto come orfanotrofio, conservatorio di musica e seminario per i bambini orfanelli e che vanta oltre alla chiesa un chiostro monumentale – insiste sul tratto terminale del decumano di via Tribunali, direzione via Duomo, ed è interessato dal passaggio costante di cittadini, lavoratori e turisti. Per fortuna al momento del cedimento improvviso non vi è stato nessun ferito, solo molto spavento.

 

A differenza altri casi simili – purtroppo sempre più recenti nel centro storico napoletano – stavolta non sono state utilizzate reti metalliche di protezione, nessun rattoppo temporaneo, le “ferite della facciata” rimangono ben visibili alla calda luce del sole di questi giorni. Così il tufo messo a nudo ora è sguarnito del tutto e potenzialmente più friabile. Le macerie accatastate nell’angolo destro e un’intera lastra di piperno parte del rivestimento del basamento, sono per giunta “sepolte” sotto una pila di cassette di legno, utilizzate dal vicino negozio ortofrutticolo che ha adibito questo spazio come deposito personale.

Alzando lo sguardo la lettura del cattivo stato di conservazione della facciata continua come un libro dell’orrore: strati di guano di colombi, spessa coltre di fuliggine e di smog, intonaco distaccato, lacerti di affissioni abusive e la povera statua della Virtù che reca i segni dei continui falò di immondizie che l’hanno danneggiata nel corso del tempo. Tutte queste sono le conseguenze drammatiche di una chiusura decennale, causa lo stato pericolanti della struttura a seguito del sismo dell’Ottanta. Ma è durata troppo e la chiesa sta morendo.

 

Nel Grande Progetto “Centro storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco”, previsto nel Programma Operativo Regionale POR FESR Campania 2007-2013, l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Napoli ha previsto nell’elenco degli interventi di recupero anche un budget di € 1.500.000,00 per la chiesa di Santa Maria della Colonna (tra le tantissime da salvare). Il Protocollo di Intesa per l’attuazione di questa “bella opera pia” fu firmato il 29 maggio dello scorso anno. A che punto siamo? Quando si diventerà atto concreto di intervento urgente? Intanto la chiesa non ha retto l’attesa e i risultati si sono visti.

 

E si aggiorna dunque la mappatura del centro storico napoletano che perde punti e che vede cadere i suoi gioielli di impagabile valore storico, artistico e monumentale: la Guglia dell’Immacolata, la Basilica del Gesù Nuovo che proprio di recente perse alcuni calcinacci, il frontone dell’ingresso laterale di San Pietro a Majella, il gigante vecchio del Palazzo del Banco del Popolo in via San Gregorio Armeno e, dulcis in fundo, il Palazzo Guevara squarciato alla Riviera di Chiaia.

 

Nessuno si ricorda più che in questa chiesa si formò il grande musicista Pergolesi, che il maestro pittore Paolo de Matteis lasciò la sua firma con capolavori di pittura, che in alto svetta ancora una della cupole più suggestive del cielo di Napoli.

 

Articolo e foto a cura di Giovanni Postiglione 

Redazione

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