BONIFICA BAGNOLI/ I cittadini dicono no al commissariamento di Renzi e convocano l’assemblea pubblica

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di Marco Coppola

BAGNOLI – Continuano le proteste per la bonifica di Bagnoli, finita al centro del decreto del governo Renzi ‘Sblocca Italia’ che ne prevede il commissariamento e affidamento ad azienda privata. Hanno denunciato sin da subito questa scelta gli attivisti ambientali locali, stanchi ormai di restare inascoltati e vedere da decenni l’affidamento delle bonifiche passare di azienda in azienda senza che una soluzione efficace venisse mai applicata. Per questo i cittadini e gli attivisti che da anni seguono la vicenda si sono dati appuntamento per lunedì prossimo alle ore 16.00 in Municipalità per mettere in piedi un’assemblea pubblica e parlare della situazione critica in cui versa Bagnoli.

QUESTIONE DI DECRETI – Un comunicato molto duro diffuso in queste ore non lascia scampo a fraintendimenti e grida a gran voce: «Non possiamo accettare l’ennesimo attacco al nostro territorio e alla nostra città. Bagnoli può ripartire solo con più attenzione al lavoro che sia utile, stabile e sicuro, dal coinvolgimento di giovani e disoccupati, che vanno formati per lavorare alla bonifica, alla realizzazione del parco verde e della spiaggia, alla loro gestione così come a quella dei tanti servizi sociali che vanno realizzati». Il decreto infatti, specificamente nell’art. 34, prevede una serie di passaggi che non trovano riscontro presso la popolazione; si va dall’ennesima privatizazzione della bonifica, alla designazione di un commissario ampliando il potere esecutivo della Regione; ciò a detta dei manifestanti è solo un modo per aggirare la legge 502 del ’96 e il piano regolatore”.

LA VOCE CRITICA – Molte le voci critiche che in questi giorni hanno espresso perplessità verso il decreto, tra le quali quella dello stesso sindaco della città, Luigi De Magistriis: «Bagnoli si costruisce con Napoli e con chi la rappresenta, non la possono costruire un commissario con un soggetto attuatore, attraverso una Spa composta da chi ha inquinato in passato quello stesso territorio. Il rischio è una nuova stagione di mani sulla città». Sarebbe interessante capire quindi quale sia la posizione del primo cittadino, che pure aveva parlato a tambur battente della situazione bagnolese in campagna elettorale. Nel frattempo i cittadini del quartiere si danno appuntamento e cercano di produrre dal basso l’alternativa, innanzitutto studiando e chiarendo a tutti il piano di Renzi: «Per fare chiarezza sui contenuti del decreto “Sblocca Italia”, per organizzare i tanti disoccupati del territorio in un movimento di lotte per il lavoro ed organizzare la resistenza popolare ad un provvedimento autoritario e speculativo. Per far si che non ci facciamo ancora una volta rapinare il nostro territorio».

Redazione

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