
NAPOLI – «Fabio è vivo e ritornerà da me, poche sono le certezze che ho ma questa è una di quelle», lo dice a gran voce Paola Volpe, donna forte e coraggiosa che lotta per il suo compagno. Sono trascorsi quattro mesi da quando un furgone travolse Fabio Graziano poliziotto di 32 anni del Commissariato di San Ferdinando. Era il 7 settembre Fabio, a bordo di un scooter percorreva la Riviera di Chiaia per far ritorno dal lavoro quando è stato investito da un furgone che procedeva contromano. Trasportato al Loreto Mare gli fu diagnosticato un trauma cranico. «Fabio quando è arrivato in ospedale era sveglio, non ha subito alcuna operazione ma lì ebbe un arresto cardiaco con insufficienza respiratoria – racconta con voce commossa Paola Volpe – dopo 10 giorni di coma farmacologico è entrato in coma vigile».
UN INCUBO – Da allora è iniziato un calvario per la 38enne di Sessa Aurunca: «Al Loreto Mare ci hanno detto da subito che sarebbe morto, che avremmo dovuto pensare alla donazione degli organi». Una sentenza non accettata dalla donna né dai parenti che trasferiscono l’agente di polizia a San Giovanni Rotondo a Casa Sollievo della Sofferenza. E lì ogni fine settimana Paola lo raggiunge, dopo il lavoro. «Fabio è vivo, a parte i danni al cervello, il suo corpo funziona perfettamente. Mai mi arrenderò», lo ripete più volte. Sono sei anni di vita insieme, vissuta teneramente e con amore, attimi e momenti che Paola gli ricorda e gli sussurra all’orecchio. «Ogni volta che vado a trovarlo – dice – canto canzoni, gli faccio ascoltare le telefonate dei colleghi, suoniamo le campane tibetane, tanti lo vanno a trovare, è una persona che si fa volere bene. Fabio sente sempre la mia presenza anche quando non ci sono».
IL VIDEOMESSAGGIO DI LIGABUE – Paola, donna forte e caparbia tenta di tutto, lanciò anche un appello al cantante Ligabue, mito del marito, perché andasse a trovarlo al capezzale affinché una sua canzone potesse risvegliarlo, appello tenuto in considerazione dal cantate emiliano che, per motivi di lavoro, potette inviarle solo un video messaggio. “Tutto ha un senso” amava dire il compagno, ogni cosa cela un suo motivo. A questa frase, che ella spesso non capiva o non accettava, dedica una pagina Facebook: “Fabio tutto ha un senso”, dall’ 11 ottobre la 38enne la aggiorna come un diario, ogni giorno, con foto, lettere e pensieri diretti a lui. Un modo per tenere vivo il suo ricordo e la sua presenza.
L’APPELLO SUL WEB – Molti i messaggi di solidarietà dal popolo del web ma non basta, il 32enne necessita di cure costose, per questo la compagna ha lanciato un appello: «Ho bisogno dell’aiuto di tutti, abbiamo fatto visitare Fabio da un primario internazionale, Leopold Saltuari, che ci ha dato delle speranze per farlo risvegliare dal coma. Dobbiamo trasportarlo nella sua clinica di Innsbruck, ma servono molti soldi che noi non abbiamo. Oltre all’aiuto che fornisce la Asl, ammesso che ce lo diano, tramite il modello E112, occorrono circa 15mila euro al mese per circa 6 mesi. Stiamo tentando di fare una raccolta fondi altrimenti il mio Fabio sarà condannato a restare così. Aiutateci vi prego».
LA MIGLIORE CLINICA – Una clinica specializzata sul coma, dove si fa neuroriabilitazione. Appena raccolti i soldi si parte, dal il 15 gennaio il posto letto a Innsbruck è disponibile. «E’ una clinica costosa – aggiunge la donna – perché è la migliore, lui si sarebbe venduto un rene per me, deve risvegliarsi e solo lì può accadere».
Ecco il dettaglio per effettuare la donazione: Conto corrente presso Cariparma Graziano Fabio ABI 06230 CAB 03557 IBAN IT44B 06230 03557 0000 56638771 BIC CRPPIT2P527 Causale cure: Innsbruck.
V.L.