Dopo le passate tre edizioni che avevano coinvolto oltre seicento giovani, il progetto rinnova la sua vocazione educativa e sociale. La pratica orchestrale diventa esperienza di bellezza condivisa, capace di unire quartieri difficili e scuole, tradizioni colte e saperi popolari.
“Non è solo un concerto”, spiegano gli organizzatori, “ma un gesto culturale e civile: un invito ad ascoltarsi e a costruire armonia”.