di Violetta Luongo
NAPOLI -Al Teatro Cilea, Carlo Buccirosso porta in scena L’erba del vicino è sempre più verde e firma un successo che va oltre il semplice consenso di pubblico. È un’affermazione piena, costruita su una cifra stilistica ormai riconoscibile ma mai ripetitiva, capace di rinnovarsi restando fedele a sé stessa.
LA SALA– risponde con partecipazione autentica: risate frequenti, applausi spontanei, ma soprattutto quella sensazione – più rara – di essere coinvolti in qualcosa che continua anche dopo il sipario. Buccirosso lavora su un terreno delicato, quello dell’insoddisfazione quotidiana, e lo fa senza mai appesantire il racconto, scegliendo la via più complessa: l’ironia intelligente. Il meccanismo drammaturgico è lineare solo in apparenza. Sotto la superficie della commedia brillante si muove una riflessione più stratificata: il confronto continuo con gli altri, l’illusione di una felicità sempre altrove, la difficoltà di riconoscere valore a ciò che si possiede. Il titolo diventa così una dichiarazione programmatica, ma anche una trappola narrativa in cui lo spettatore finisce inevitabilmente per riconoscersi.
PERSONAGGI E DIALOGHI – Ad affiancarlo sul palco un cast d’eccezione: Fabrizio Miano, Donatella De Felice, Peppe Miale, Elvira Zingone, Maria Bolignano e Fiorella Zullo. Buccirosso costruisce personaggi credibili, mai caricaturali, che vivono di piccole nevrosi e grandi aspettative. È qui che la scrittura mostra la sua maturità: nei dialoghi serrati, nei tempi comici calibrati con precisione, nella capacità di alternare leggerezza e introspezione senza soluzione di continuità. La regia accompagna il testo con discrezione, evitando ogni forma di sovrastruttura e lasciando spazio alla centralità dell’attore e della parola. Non c’è mai compiacimento nella risata. La comicità non è fine a sé stessa, ma diventa strumento di indagine. Si ride, sì, ma spesso con una sottile inquietudine di fondo: quella che nasce quando ci si accorge che ciò che accade in scena non è poi così distante dalla propria realtà. Il pubblico napoletano, storicamente esigente, riconosce questa autenticità e la premia. Non si tratta solo di gradimento, ma di adesione emotiva. Ed è forse questo il risultato più significativo: trasformare una commedia in un momento di consapevolezza condivisa. Con L’erba del vicino è sempre più verde, Buccirosso conferma la sua capacità di raccontare l’umano con misura e profondità, dimostrando che il teatro, quando è sostenuto da una scrittura solida e da un’interpretazione sincera, riesce ancora a fare ciò che gli è più proprio: far ridere, certo, ma soprattutto far pensare.