POZZUOLI/ Il lago Lucrino tra storia e modernita’

881 0

POZZUOLI – Al lago Lucrino il primato della prima leggenda metropolitana della storia della letteratura italiana. Una storia di amicizia tra un delfino e un bambino. Il lago doveva apparire talmente bello che Plinio il vecchio decise di ambientarlo proprio lì. Oggi il lago è solo, con le sue acque plumbee e immote, a resistere per la storia. Ma i secoli non hanno scalfito la sua bellezza, pura e immortale. Il lago lucrino è una delle tante perle naturali dei campi flegrei, tutt’intorno i suoi argini coperti da un ventaglio di canneti che frusciano nel vento, a disegnare un paesaggio di incantevole bellezza. Quanta storia intorno a questo lago, formatosi in epoca antica a seguito del moto ondoso del mare, nei secoli sconvolto dal bradisismo, sommerso e poi riemerso. Chissà se il fantasma di Sergio Orata, console romano e inventore della itticoltura, si aggiri ancora tra i suoi filari di ostriche, successivamente danneggiate dal moto bradisismico flegreo, a cui seguirono interventi di restauro e sistemazione. Una bellezza senza tempo raccontata dai grandi letterati della Roma imperiale, Orazio, Marziale, Properzio, Virgilio. Un’oasi naturale da tempo rifugio di varie e rare specie di volatili. In tempi più recenti  si sono succedute varie gestioni di questo specchio d’acqua che prima della grande eruzione del Monte Nuovo del 29 settembre 1538 aveva una dimensione molto più grande. Un cronista d’eccezione, L’Abate Cuomo, insigne studioso, ne da una descrizione particolareggiata e devastante degli eventi. Oggi il lago Lucrino appare ridimensionato nel suo perimetro da quegli eventi catastrofici che sconvolsero tutta l’area, sulla quale c’era un villaggio, detto di “tripergole”, un ricovero per infermi. Oggi molto è stato fatto anche per migliorare l’area circostante come la ripavimentazione dell’area circostante, interna e esterna al lago, la viabilita’ stradale con il senso unico di marcia.  Intorno al lago sono presenti già da diversi anni tanti locali e ristoranti, punto di attrazione dei turisti, che affollano le sue sponde, non sempre rispettando madre natura. Con l’arrivo della stagione estiva tutta l’area è invasa dalla massa turistica ad indirizzo “pendolare” e da scolaresche per escursioni di natura didattica. Tutto questo vale anche per il suo fratello maggiore, il  lago d’Averno. Alle istituzioni politiche una supplica, il compito di proteggere questo scrigno di bellezza, a noi di conservare la sua memoria storica.

Salvatore Cutolo

Redazione

VivoNapoli, la testata giornalistica che ha l’ambizione di diventare un interlocutore importante, capace di lanciare proposte e idee per contribuire allo sviluppo di tutto il territorio napoletano. Ogni giorno costanti aggiornamenti su fatti di cronaca e politica, ma anche approfondimenti e curiosità che riguardano il mondo dello spettacolo e della cultura.

Note: Your password will be generated automatically and sent to your email address.

Forgot Your Password?

Enter your email address and we'll send you a link you can use to pick a new password.