WHY NOT/ De Magistris: “Indagini doverose contro mafia e politica”

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NAPOLI – «Prendendo spunto dalla nuova legge recentemente approvata sulla responsabilità civile dei magistrati, una legge che non condivido perché più che garantire diritti ai cittadini, talvolta ingiustamente danneggiati da provvedimenti giudiziari, sembra configurarsi come una legge punitiva nei confronti della magistratura, oggi mi sorprendo a leggere di una vicenda giudiziaria di ben 12 anni fa». Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, in merito a quanto riportato stamani dai mass media circa un’azione risarcitoria relativa ad un’indagine per fatti di mafia risalente ad oltre dieci anni fa.

Luigi de Magistris
Luigi de Magistris

INCHIESTA DI CATANZARO – «Si tratta – ha affermato – di un’ inchiesta particolarmente delicata che svolsi da Pubblico Ministero a Catanzaro, per fatti di mafia che riguardavano, tra gli altri, magistrati e politici a Reggio Calabria e provincia. Per quelle indagini doverose, così come per altre, ho ricevuto numerose denunce personali che non hanno sortito alcun seguito e cosi’ anche per quella vicenda. Un indagato – ha sottolineato De Magistris – o un imputato ritenendo di aver subito comunque un danno da una vicenda giudiziaria, puo’ chiedere, alla fine del giudizio, una riparazione del torto subito. Ma questo non vuol dire assolutamente che ci sia stata una responsabilita’ da parte del magistrato titolare dell’indagine preliminare o di tutti i magistrati protagonisti di alcune fasi processuali.

INDAGINE DOVEROSA- «Il collegamento tra una vicenda di 12 anni fa ed una legge approvata nel 2015 è assolutamente strumentale. Nulla mi e’ addebitabile per una indagine doverosa su fatti assai gravi di ‘ndrangheta, politica, pubblica amministrazione e istituzioni varie. Bisogna chiedersi – ha spiegato il primo cittadino partenopeo – come mai, a distanza di tanti anni, un’indagine così delicata di mafia che portò anche al coinvolgimento di soggetti che ricoprivano alti incarichi istituzionali e politici venga ripescata prendendo a pretesto la legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Si tratta insomma di due vicende che non hanno alcun collegamento tra loro e nulla puo’ essermi attribuito».

Redazione

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