Vinciguerra (candidato Bene Comune): «Prima il lavoro per i giovani, il resto è politica»

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di Simone Porpora

Prima del politico conta la persona, chi è Vincenzo Vinciguerra?
Mi sono sempre occupato del sociale, sono un giornalista da anni e nei miei articoli ho sempre cercato di enfatizzare il quartiere, dal centro sociale ricavato da un ex bene di attività illecite fino a mettere in luce ciò che di positivo la gente abbia fatto per difende il decoro del proprio territorio. Napoli è una città dai mille colori e dalle mille ombre, ma anche queste ultime nascono dalla luce basta solo scovarla.

Come nasce la passione e l’interesse politico-sociale?
Come forma mentis ho sempre avuto l’idea che si possa fare qualcosa per un territorio martoriato come il nostro, mettendosi in gioco ognuno con le proprie competenze e limiti. La questione politica è solo per “istituzionalizzare” ciò che si voglia fare di buono. Se si riscontrano problemi nell’attuare l’interesse del proprio quartiere e mancano punti di riferimento sulla municipalità a mio parere mettersi in campo per sostenere cittadini credo sia un atto di grande generosità e voglia di fare.

Qual è stato il primo approccio con la politica?
Da sempre in casa si respira aria di politica, mio nonno è stato a farmi appassionare ad essa, a quella ideologia figlia di una idea da attuare, da sostenere e combattere pur mettendosi contro i “poteri forti”. Parliamo degli anni ’90, ero piccolo e in famiglia si sosteneva il fratello di mio padre, il vero militante politico, mio nonno mi intratteneva con letture e discussioni sul tema, imponendomi di trarre sempre un insegnamento o una opinione da esse, quindi la politica l’ho masticata fin da piccolo.

13231178_1793539727547194_1483285384_nHai una laurea in ricerca sociale, questa tua indole sarà accentuata nel caso in cui dovessi salire al Consiglio comunale/municipalità?
Come ho detto in questa campagna elettorale metto in campo la mia competenza sia come giornalista che ricercatore sociale, in primis solo ed esclusivamente un orientamento al lavoro per i giovani, i c.d “Neet” del mercato del lavoro, ragazzi che non studiano e non lavorano. Orientarli in programmi con fondi europei, Pon, Fesr ecc o regionali con l’intento di dargli almeno una formazione professionale figlia di una inclusione sociale e, perchè no, inserimento lavorativo.

Quindi sei per i giovani, dicci qualcosa in più sul progetto “garanzia giovani”
Il programma lo sostengo con tutte le mie forze, ritengo che sia un’opportunità per moltissimi ragazzi e che il modus operandi debba cambiare poichè si rallentano molto le tempistiche se ci basiamo solo sulla legge Bassanini, cioè l’appoggio ai centri per l’impiego e quindi alla possibilità di fare colloqui anche ad altre agenzie per il lavoro. Il mio impegno è fornire a tutti i ragazzi un UFFICIO ORIENTAMENTO AL LAVORO PER TUTTE LE MUNICIPALITA’ ricodando che questo progetto e finanziato dall’Unione Europea e potrebbe essere un buon trampolino di lancio per i giovani fino ai 30 anni. Le risorse ci sono le aziende sono propense, come vediamo nelle offerte lavorative, a assumere i giovani Neet, anche perchè si ritrovano bonus sull’assunzione dipendente dalla tipologia di contratto.

Perché la gente dovrebbe votare Vincenzo Vinciguerra, in una parola?
Più che una parola, è il mio motto in questa campagna elettorale: “Prima orientamento al lavoro per i giovani, il resto è politica”.

Redazione

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