TERRA DEI FUOCHI/ Insorgono associazioni e comitati contro la militarizzazione del territorio

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NAPOLI – Si chiama operazione “strade sicure” l’iniziativa messa in piedi dalle forze dell’ordine nei comuni inseriti nell’area denominata Terra di Fuochi. Tale iniziativa è stata intrapresa per reprimere la reiterazione dei reati ambientali che hanno imperversato nella zone negli ultimi anni. Cittadini di comuni come Giugliano, Villaricca, Qualiano e limitrofi stanno vedendo sfrecciare camionette militari e pattuglie di polizia fra le strade cittadine. L’operazione dal respiro anche nazionale vede impiegato un massiccio dispiegamento di forze che si aggira intorno alle quattromila unità.

IL REATO PERSEGUITO – A fronte di un lavoro poco chiaro nell’analisi del territorio, denunciato dai movimenti ambientalisti, i reati oggetto di attenzione sono lo sversamento di rifiuti e la prevenzione dell’appiccamento degli ormai celebri roghi tossici. Tale decisione va però a configurarsi come una vittoria di Pirro per i manifestanti che in questi anni denunciano l’affaire rifiuti. Esistono infatti zone della regione non direttamente toccate dal problema Terra dei Fuochi, che versano in condizioni anche peggiori dal punto di vista ambientale. L’inquinamento e la devastazione del sistema criminoso messo in piedi negli ultimi anni ha lasciato strascichi che vanno ben al di sopra del mero sversamento o rogo tossico.

LA POLITICA TACE – La massiccia militarizzazione delle zone ricorda strumenti messi in campo dallo Stato già nelle proteste del 2009. Si nasconde dietro il mantenimento dell’ordine pubblico una carenza legislativa molto marcata nel nostro paese. Indice di tale disinteresse della politica è il fatto che fino alle pendici del nuovo millennio l’unica legge che trattasse di temi ambientali risalisse al 1941; tale legge tra l’altro registrava come mantenimento del “decoro urbano” anche problematiche affini ai crimini di cui sopra. Per tutta la storia italica il criminale ambientale, laddove non fosse dimostrato un disegno criminoso organizzato, veniva punito con semplici ammende e solo se colto in flagranza di reato. Negli ultimi anni la legislazione ambientale ha fatto sicuramente dei passi avanti ma, come sempre in Italia, alla promulgazione di una legge non segue una ratifica definitiva dei punti né tantomeno un’abrogazione delle legislazioni precedenti; ciò crea un mare paludoso in cui la criminalità sguazza egregiamente.

TERRA DEI FUOCHI E TERRA DELL’EMERGENZA PERMANENTE – L’intervento messo in campo in questi giorni si assesta sulla falsa riga di questa limitatezza di vedute. Ancora una volta la tutela ambientale viene vista come mero mantenimento dell’ordine pubblico, conservando l’approccio tipicamente emergenziale con cui questi temi vengono affrontati. Militarizzazione e commissariamenti rappresentano l’incapacità da parte dello Stato di dare ascolto alle proposte dei cittadini che necessariamente hanno superiori conoscenze e polso dei territori.

LA VOCE DEI CITTADINI Danilo Di Giulio, rappresentante del Comitato No Inceneritore di Giugliano e dei Disoccupati Organizzati dello stesso comune, in occasione del presidio anti discarica organizzato davanti all’assessorato alle infrastrutture racconta: « Noi cittadini abbiamo chiaro il sistema dei rifiuti che vogliamo;  che è nettamente in contrasto con quello proposto dalla politica. Ci opponiamo al modello discarica-inceneritore per appoggiare quello raccolta differenziata spinta-riciclo. Una delle emergenze principali oggi è quella delle bonifiche e soprattutto la scarsa presenza delle popolazioni nelle decisioni che vengono prese dall’alto; per questo proponiamo il controllo popolare sia del ciclo dei rifiuti che delle bonifiche».

 

Marco Coppola

Redazione

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