Stadio San Paolo, Prosegue il braccio di ferro tra comune e SSC Napoli

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Non si ferma la diatriba tra Aurelio de Laurentiis e il sindaco De Magistris. Il contenzioso, che va avanti ormai da mesi, sembra essere arrivato ad una svolta, se non altro per l’approssimarsi della scadenza dei tempi tecnici. Il 9 luglio, giorno prefissato dall’ UEFA per l’ispezione che deciderà sull’agibilità per le gare internazionali dell’impianto di Fuorigrotta, si avvicina, ma non si placano le polemiche tra le parti, anzi, è di oggi la proposta choc del patron del Napoli che si dice pronto a spostare la squadra a Caserta.

La vicenda stadio ormai si trascina da troppo tempo, e sarebbe opportuno uno sforzo per venirsi incontro, ma né il comune né la società sembrano intenzionate a cedere sui punti richiesti. In particolare il Comune di Napoli vanta nei confronti della società un credito di svariati milioni di euro, derivanti da canoni di affitto non corrisposti. Contestualmente alla riscossione dei crediti De Magistris chiede una percentuale sui proventi pubblicitari del Napoli calcio. Dall’altra parte la società chiede il rimborso per le spese sostenute per la manutenzione dell’impianto e la totale gestione della struttura. La manutenzione della struttura.

Uno dei problemi più spinosi della questione. Lo stadio di Fuorigrotta ha raggiunto ormai i cinquant’anni di età, alla vetustà si affiancano i non pochi problemi strutturali che affliggono l’impianto. Anzitutto l’ubicazione assolutamente sconveniente per un impianto che attira in occasione delle partite del Napoli circa 50000 persone, con conseguente congestione del traffico in una zona densamente popolata, il vero e proprio “terremoto” procurato dall’esuberanza dei tifosi in occasione dei gol della squadra, che ha portato alla chiusura del terzo anello, fino a giungere ai più recenti problemi che hanno visto coinvolti il manto erboso, completamente rifatto in più occasioni, e il crollo di calcinacci all’esterno. Problematiche che una società come quella del presidente De Laurentiis, in attivo di bilancio e presa ormai a modello in Europa, non vuole più affrontare.

Del resto un restyling completo del San Paolo, secondo quanto richiesto dai tecnici UEFA, avrebbe un costo di circa 100 milioni di euro insostenibile per le disastrate casse del comune di Napoli. Svariate le proposte pervenute sul tavolo di De Magistris, dall’abbattimento e completa ricostruzione del San Paolo nel vecchio sito alla costruzione ex novo di un impianto nella zona di Ponticelli. Da non trascurare la fondamentale questione del rinnovo della convenzione per l’uso esclusivo dello stadio, che vedrà la sua naturale conclusione nel 2014. Nel mentre la società Astaldi si dice disposta a sobbarcarsi, per conto del comune, di tutte le spese di ristrutturazione, a patto di rientrare delle spese “prelevando” una percentuale degli introiti derivanti dagli incassi.

Diventa a questo punto di cruciale importanza la tavola rotonda indetta per domani e che vedrà coinvolti De Magistris, De Laurentiis e relativi periti di parte. Quello che appare certo agli occhi dei tifosi è che è assolutamente impensabile che Napoli non perda la sua squadra, se da un lato le odierne dichiarazioni di Luigi De Magistris rassicurano in tal senso, dall’altro il Napoli già individuato nello stadio Renzo Barbera di Palermo la sua sede per le partite di Champions League.

Antonio Folle

Redazione

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