SANT’ANASTASIA/ I nuovi orti sociali saranno coltivati da anziani – LE FOTO

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SANT’ANASTASIA –  Con un apposito bando in via di pubblicazione il 28 aprile prossimo, saranno assegnati a cittadini di Sant’Anastasia dei piccoli appezzamenti di terreno in cui far nascere degli orti sociali, come prevede la legge regionale che riconosce il carattere multifunzionale dell’agricoltura quale contesto favorevole allo sviluppo di interventi e servizi sociali, socio-sanitari ed educativi.

LA PROPOSTA – «Accogliendo la proposta del Presidente della Pro Loco dell’Arco, Ciro Fiore, abbiamo individuato nel terreno di proprietà comunale sito in via Madonna dell’Arco, allo stato incolto ed abbandonato, il luogo adatto alla realizzazione di orti sociali – spiega il Commissario Straordinario, dott.ssa Anna Nigro – mediante un progetto sperimentale di valorizzazione dell’agro alimentare locale e di tutela dei valori associativi, destinato alla coltivazione da parte di anziani per ottenere prodotti agricoli a scopo benefico e di autoconsumo». «Questo progetto è una novità ed un’opportunità per gli anziani – dice il geom. Raffaele Coccia, esperto e consulente ambientale della pro-loco – ed inoltre sugli orti in questione saranno realizzati le analisi del terreno per certificare la bontà dello stesso, in modo  da poter usufruire della legge Regionale sul “Marchio di Qualità Sanitaria Ambientale, Agroalimentare e dell’Allevamento”, istituito dalla Regione Campania in collaborazione con l’Istituto Zoo profilattico Sperimentale del Mezzogiorno, diretto a Portici dal Prof. Antonio Limone».

 

IL PROGETTO – Il Parco Tortora Brayda, noto come il boschetto, ecosistema importante per la sopravvivenza di specie avicole, custodisce da anni 94 esemplari di lecci, 7 allori, 6 querce caducifoglia e 3 platani, taluni dei quali risalgono all’epoca del Real Orto Botanico e del Parco di Capodimonte di Napoli. L’annessa villa Tortora Brayda risalente al 1700, già in passato, grazie all’opera del Prof. Marco Monticelli, divenne luogo di emancipazione sociale e di sostegno delle classi meno abbienti. «Abbiamo, come pro loco, investito impegno nel progetto e nella realizzazione, perché crediamo – dice il Presidente Ciro Fiore – nell’utilità sociale ed economica dei piccoli orti coltivati dai nostri anziani. Il Prof. Monticelli, infatti, proprio nei giardini della villa, organizzava spesso banchetti per persone in difficoltà della zona, oltre ad istituire un piccolo fondo per aiutare le ragazze più povere ad affrontare le spese del matrimonio. Creare gli orti sociali nel Parco Tortora Brayda è anche un modo per tenere vivo questo impegno verso le fasce più bisognose della popolazione».

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Redazione

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