Rischia 15 anni di reclusione l’attivista napoletano di Greenpeace.

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Chi è ambientalista, più degli altri, sente di appartenere al mondo intero. Ama il mare della propria città come la foresta in Amazzonia, i boschi sugli appennini quanto i ghiacciai dei poli. Sa che ogni piccolo cambiamento che un qualsiasi ecosistema subisce in una parte del mondo, ha ripercussioni sull’intero pianeta e sulla vita di tutti. Per questo la loro attenzione verso la natura non ha confini. Per questo esistono le grandi organizzazioni internazionali come Greenpeace, che da  più di quarant’anni è impegnata nella difesa pacifica dell’ambiente.

Cristian D’Alessandro è nato e vive a Napoli. Collabora con Greenpeace da molti anni. Ha cominciato prima come volontario per le strade della nostra città, poi è diventato attivista in giro per il mondo. Lo scorso 18 settembre ha partecipato, a bordo dell’ Artic Sunrise alla protesta contro Gazprom:  Trenta ambientalisti di tutto il mondo, insieme sulla nave rompighiaccio di Greenpeace per fermare le trivellazioni petrolifere nel Mare Artico.

La nave pacifista è stata fermata lo scorso 18 settembre dalla guardia costiera russa mentre due degli attivisti stavano scalando la piattaforma petrolifera Prirazlomnaya. I trenta sono stati tutti arrestati e condotti in carcere a Murmansk con ordine di custodia cautelare. L’accusa dalla quale devono difendersi e che proprio oggi è stata confermata è quella di pirateria. I membri di Greenpeace, tra cui il trentunenne napoletano Cristian D’alessandro, rischiano fino a quindici anni di reclusione.

L’organizzazione è indignata sia per la violenza con la quale sono avvenuti gli arresti che per le accuse mosse contro i fautori di una pacifica forma di protesta. La guardia costiera ha infatti sparato contro i due attivisti sulla piattaforma undici colpi di avvertimento, minacciando di sparare anche contro la nave se non si fosse allontanata dalla zona.

Questo il commento di Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International: «I coraggiosi attivisti dell’Arctic Sunrise hanno protestato contro la piattaforma della Gazprom per attirare l’attenzione sulla lenta ma inesorabile distruzione dell’Artico. Il ghiaccio si sta sciogliendo e le compagnie petrolifere si spostano a nord per estrarre quei combustibili fossili che contribuiscono alla fusione dei ghiacci. 30 uomini e donne, giovani e meno giovani, hanno fatto qualcosa per impedire questa distruzione. Come in passato, il loro coraggio e la loro determinazione è al servizio di un futuro migliore per i nostri figli. Hanno agito nell’interesse di tutti noi, ora dobbiamo attivarci e sostenerli nel momento in cui vengono rivolte loro accuse tanto gravi e irrazionali».

 

Per chiedere il rilascio di Cristian e degli altri attivisti firma anche tu la petizione sul sito

http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/

 

Sara Scamardella

Redazione

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