QUALIANO/Il sindaco accusa la Sapna «Si preparano alla costruzione del termovalorizzatore»

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QUALIANO – Dichiarazione shock quella che il Sindaco di Qualiano Ludovico De Luca ha lasciato sul profilo facebook. Ha espresso infatti, il primo cittadino, dei dubbi sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti e sugli eventuali sviluppi in merito alla costruzione del termovalorizzatore. Nello specifico pare che a fronte dell’impegno delle amministrazioni negli ultimi tempi nello spingere con la raccolta differenziata, i luoghi e gli impianti di concentramento dei rifiuti stiano creando i consueti disagi per preparare il terreno alla prossima emergenza; sbaragliando così il campo e rendendo legittima agli occhi dei cittadini un’eventuale costruzione dell’inceneritore di Giugliano.

LA DICHIARAZIONE – I cittadini qualianesi hanno potuto apprendere tali notizie tramite la bacheca del social network del primo cittadino: «C’è aria di emergenza rifiuti in giro. Noi ci siamo sforzati e continuiamo a farlo ma gli automezzi restano in fila all’impianto e non li fanno scaricare. Stamane alle 5,00 sono stato allertato dagli uomini della Multiservizi, ho chiamato i responsabili della SAPNA (la società che gestisce i rifiuti) i quali mi hanno preannunciato che a breve chiuderanno gli impianti perché nel 2013 hanno accumulato 90.000.000,00 di debiti a fino ad oggi, nel 2014, ne hanno accumulati altri 70.000.000,00. Ho il sentore che si preparano alla costruzione del termovalorizzatore».

I DEBITI – Sapna è la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella provincia di Napoli ed è all’ente provinciale cui faceva riferimento per ricevere i finanziamenti necessari a liquidare i fornitori. Da tempo oramai, essendosi spostata la riscossione della tassa sui rifiuti totalmente ai comuni, questi ultimi hanno generato un buco nei bilanci Sapna che al contempo ha maturato un debito con i suoi stessi fornitori. Dalla fine dello scorso anno dall’ente minacciavano di sospendere il servizio se tali pagamenti non fossero arrivati. Parte del credito è stato recuperato ma comuni come Marano (due milioni di debito con l’azienda) stanno già assaggiando l’ennesima invasione di “monnezza” nelle strade; l’azienda ha messo in fondo alla fila di scarico rifiuti il comune maranese perché insolvente è entrato nella “lista nera”.

LA SOLUZIONE CI SAREBBE – Come ricordato da Antonio Marfella la soluzione, anche se momentanea, ci sarebbe e sarebbe anche più economica. A fronte di una mancata volontà di ristrutturare completamente il ciclo integrato dei rifiuti, l’immondizia industriale e urbana in eccesso potrebbe essere smaltita in Olanda a prezzi anche più bassi. Marfella in una recente dichiarazione ricorda infatti: «è provato che smaltire i rifiuti in Olanda costerebbe intorno ai 120 euro a tonnellata; smaltirli ad Acerra invece considerando i costi di conferimento a Sapna, costi di incentivi Cip6, costo di ammortamento dell’impianto di Acerra e i costi di trattamento delle ceneri costa ai cittadini campani una cifra di poco sotto ai 300 euro per tonnellata, senza contare i costi sanitari indiretti che un impianto dichiarato legalmente inquinante comporta». Nei costi di smaltimento ad Acerra il solo conferimento dei rifiuti a Sapna costa 150 euro per tonnellata, già ben trenta euro a tonnellata in più rispetto alla soluzione olandese.

LA STORIA SI RIPETE – Quest’apparente mancanza di lucidità e di soluzioni nel pulire le strade dai rifiuti o nel razionalizzare i costi dell’intero ciclo non sono nuovi ai cittadini campani. La precedente crisi dei rifiuti vide infatti un massiccio dispiegamento di escamotage per favorire la costruzione di nuovi impianti e discariche, al fine di riempire le solite tasche e favorire i soliti interessi come le inchieste degli anni successivi hanno dimostrato. Si cercava, anche tramite scioperi o mancati pagamenti fra aziende “amiche”, di riempire le strade di rifiuti per poter vendere la soluzione inceneritore, impianto di smaltimento o discarica come necessarie. Dall’alto si continua quindi a trafficare tra interessi economici e giochi di potere sulla pelle dei cittadini, che hanno invece negli ultimi anni chiaramente espresso la necessità di superare questo sistema contorto e inquinante di trattamento dei rifiuti, per passare alla differenziata spinta, al riciclo, al riuso, all’abbandono dell’usa e getta e alla creazione di piani a “rifiuti zero”. Non sarà quindi una sorpresa a breve ritrovare le strade invase dai rifiuti e al contempo vedere scongelato il bando per l’inceneritore di Giugliano, che era stato messo in un cassetto sull’onda delle proteste di quest’autunno.

Marco Coppola

Redazione

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