“Purtuallo”: ecco perché in Napoletano si dice così

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di Simone Porpora

Quante volte, da piccoli, la nonna vi ha fatto “A spremmut e purtuallo”? Quel frutto di un arancione forte e accecante, ricco di succo e vitamina. Ma vi siete mai chiesti da dove spunta fuori “o purtuallo”?
Il termina Italiano “arancia” ha ben poco in comune con quello partenopeo, la cui origine si perde nei meandri delle leggende e dei racconti orali.

LE ORIGINI – Diverse sono le ipotesi che ci portano alla parola dialettale in questione, partendo da quella più “mitica” che riguarda i francesi e la loro gentilezza nel donare al popolo arance gratuite. “Pour Toi, Pour Toi”, gridavano i francesi. Purtuà, capivano i Napoletani. Abbiamo poi un’altra ipotesi, altrettanto pittoresca, che vede come protagonisti spagnoli e portoghesi. Come si sa, le arance della penisola iberica sono tra le più pregiate d’Europa, e probabilmente i Napoletani, sotto il dominio spagnolo, ricevevano le arance che gli spagnoli acquistavano dai portoghesi. Per proprietà transitiva l’arancia prese il nome del luogo d’origine, purtuallo. Terza e forse più accreditata ipotesi tra le tre è quella che vede la Grecia all’origine di tutto. Più della Grecia, forse sarebbe meglio dire il greco: il nome sembrerebbe infatti derivare dal termine greco Portokàli, da cui poi con il tempo srarebbe uscito fuori “Purtuallo”.

Redazione

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