Pozzuoli: ancora in piedi gli alloggi provvisori costruiti nel post-terremoto, aumenta il rischio amianto

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POZZUOLI. Il terremoto e il bradisismo dei primi anni ’80 fanno ancora oggi sentire i loro effetti. A distanza di trent’anni sono ancora in piedi gli alloggi provvisori costruiti per i terremotati. Il blocco della costruzione dei nuovi alloggi a Monteruscello ha trasformato l’assegnazione di una casa agli sfollati in una vera e propria odissea. Emblematico il caso delle cosiddette “case dei pescatori” nei pressi di Licola. Si tratta di abitazioni bifamiliari costruite in lamiera che avrebbero dovuto temporaneamente offrire un alloggio ai terremotati di Pozzuoli costretti a peregrinare, con le roulotte assegnate dal comune, per i vari camping della zona, in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare.

PERICOLO AMIANTO-  Le coperture costruite in amianto risentono ormai dell’usura del tempo. Secondo studi ormai consolidati, se i pannelli di amianto non presentano crepe o fratture non rappresentano un pericolo, almeno nell’immediato, ma in caso di pannelli di amianto danneggiati si possono avere pericolosissime perdite di materiale che, lo ricordiamo, è estremamente volatile e rappresenta un serissimo pericolo per le vie respiratorie. Abbiamo potuto documentare in alcuni casi il completo disfacimento delle coperture. Pannelli spaccati, forati, lasciati nell’incuria più totale. La situazione è ancor più grave se si tiene presente che, oltre ai residenti ormai storici di queste abitazioni, a circa trecento metri sono situate due scuole e una parrocchia.

ALLOGGI PERICOLANTI- Ad aggravare la situazione è il degrado di cui risentono gli alloggi che sono stati lasciati dai precedenti occupanti. Mura bucate, finestre divelte e ruggine ovunque. Negli alloggi vuoti, lasciati nell’incuria totale, hanno da tempo nidificato moltitudini di animali, che rendono ancor più pericoloso il transito in zona.

ZONA DENSAMENTE POPOLATA- Lo spiazzale dove sono ubicati questi alloggi di fortuna è al centro di una zona densamente abitata. Oltre alle case della ex Opera Nazionale Combattenti, circa trenta famiglie, a circa trecento metri ci sono una scuola materna, una elementare, la parrocchia San Massimo con annesso refettorio Caritas e la locale stazione dei Carabinieri. Il tutto ubicato su viale dei Platani, una strada molto trafficata che conduce a nord verso la zona di Licola mare e a sud verso l’area di Cuma.

I RESIDENTI- Due i nuclei familiari che risiedono nelle famigerate case dei pescatori nei pressi della Ferrovia Cumana di Licola. Abbiamo intervistato il signor R. residente in queste abitazioni dal lontano 1989.

Signor R. prima di ricevere dal comune questa sistemazione dove era alloggiato?

Subito dopo il terremoto il comune ci diede in uso una roulotte, e con questa abbiamo girato diversi campeggi della zona

Quindi sono ormai 24 anni che lei risiede in questi containers. Di cosa si occupa attualmente?

Sono un pensionato, vivo qua con mia moglie che è invalida al 100%. Nel tempo libero faccio il “nonno civico” presso la vicina scuola elementare

Ha segnalato al comune la sua situazione?

Certo. Il comune dopo la mia segnalazione ha inviato qua i tecnici che si sono limitati a dirmi che dovevo andare via perché i tetti di amianto stanno diventando pericolosi. Mi hanno offerto 300 euro per trovarmi un’altra casa, ma con i prezzi che ci sono oggi non potrei trovare una casa e sopportare il costo di un trasloco. Io ho diritto a una casa popolare a Monteruscello, ma i lavori sono fermi da anni

Dalla venuta dei tecnici il comune non si è più fatto vivo?

Si. Proprio l’altro giorno il comune mi ha mandato il conto della tares, 208 euro. Assurdo se pensate che io vivo da venti anni in questa sporcizia e sono costretto a pulirmi da solo lo spiazzale.

Antonio Folle

Redazione

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