POMPEI/ Danno erariale, sequestro 6 milioni a ex commissario straordinario – IL VIDEO

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POMPEI – Danno erariale nella gestione dell’“emergenza Pompei” nel 2010. È l’accusa che pende sull’ex commissario straordinario Marcello Fiori, nei confronti del quale è stato eseguito un sequestro conservativo di beni per un valore fino a circa 6 milioni di euro (5.778.939,5). Al funzionario è stato anche notificato un invito a fornire deduzioni – unitamente a nove dirigenti del ministero dei Beni e delle attività culturali e della Regione Campania, componenti, a vario titolo, della Commissione ministeriale di indirizzo e coordinamento che aveva il compito di approvare il piano degli interventi e assicurarne la congruità rispetto all’obiettivo della messa in sicurezza e salvaguardia dell’area. Lo rende noto la Guardia di finanza di Napoli. L’operazione giunge a conclusione di un’inchiesta della procura regionale della Corte dei Conti per la Campania sui lavori complementari realizzati nel 2010 per la fornitura di attrezzature per spettacolo e per allestimento scenico del Teatro Grande di Pompei, giudicati esorbitanti rispetto all’obiettivo di messa in sicurezza, conservazione e restauro del patrimonio del sito archeologico.

pompei LA SALVAGUARDIA DELL’AREA – Dalle indagini è emerso che tale affidamento, “tra l’altro effettuato senza gara”, è avvenuto “in violazione delle disposizioni emergenziali” che imponevano al Commissario delegato l’attuazione di misure di messa in sicurezza e salvaguardia dell’area archeologica, “tra cui la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentire la piena fruizione ai visitatori, senza alcun riferimento ad interventi relativi all’allestimento di strutture o acquisto di attrezzature mobili per spettacoli teatrali”. La procura della Corte dei Conti ha anche evidenziato “l’abnormità dell’intera gestione extra ordinem – peraltro già contestata con la deliberazione n. 16/2010/P della Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del governo e delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti – sottolineando la sostanziale illegittimità del ricorso al potere di ordinanza con conseguenti procedure in deroga alle leggi, non ricorrendo i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza”.

pompei LE INDAGINI – La vicenda ha dato origine anche a pregresse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per le ipotesi di abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. La vicenda trae origine dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 4 luglio 2008 che, in considerazione dei numerosi crolli verificatisi e del grave pericolo in atto nell’area archeologica di Pompei, ha dichiarato, fino al 30 giugno 2009, lo stato di emergenza; stato di emergenza poi prorogato fino al 30 giugno 2010 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 luglio 2009. A seguito della dichiarazione di stato di emergenza sono state emanate nell’arco di due anni varie ordinanze di protezione civile che hanno stanziato complessivamente risorse per 79 milioni di euro, tutte finalizzate alla messa in sicurezza e alla salvaguardia dell’area archeologica.

Redazione

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