“Parthenopea”: i registi napoletani degli anni Zero

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Esiste un nuovo cinema napoletano degli anni Zero? Dopo i grandi nomi venuti alla ribalta negli anni ’90 (Martone, Capuano, De Lillo, Incerti, Corsicato, Fiume, ecc.), qual è la specificità artistica, lo «spirito di gruppo», la dimensione di «scuola» – se pure c’è – che mette insieme i registi napoletani emersi nell’ultimo decennio? Prevalgono le affinità o sono forse più evidenti i punti di rottura, i segnali di discontinuità? Com’è cambiata la geografia cinematografica di Napoli e dei territori vesuviani alla luce dello sguardo di alcuni dei cineasti dell’ultima onda?
A questi ed altri interrogativi tenterà di dare una risposta l’XI edizione di Lavori in corso, convegno di storia del cinema italiano, “Parthenopea: i registi napoletani degli anni Zero”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli e curato da Dario Minutolo e Salvatore Iorio, che si svolgerà al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dal 5 all’8 giugno 2013
in collaborazione con Quaderni di Cinemasud, Effetto Napoli (media partner) e Film Commission Regione Campania. Il convegno proporrà all’analisi degli spettatori e degli addetti ai lavori le esperienze cinematografiche più rilevanti della Napoli di inizio millennio: il documentarismo di Gaetano Di Vaio, figura unica di regista di estrazione popolare dall’afflato militante (di cui si vedrà – tra gli altri – l’ultimo Interdizione perpetua, presentato a Roma 2012); l’eclettismo di Carlo Luglio (Capo Nord, Sotto la stessa luna, Radici), sospeso tra cinema sociale e documentarismo musicale; l’acuto sguardo «antropologico» di Toni D’Angelo (Una notte, Poeti, L’innocenza di Clara), figlio d’arte alla ricerca di una sua via tra commedia drammatica e melodramma, senza disdegnare il documentario impegnato; l’exploit di Là-bas – Educazione criminale di Guido Lombardi, uno dei migliori esordi italiani di tutti i tempi, in due anni divenuto già un classico sul tema dell’integrazione «difficile» in Terra di Lavoro (ma è come dire Italia…); gli eroi civili del cinema di Marcello Sannino (Corde, La seconda natura), testimoni di un tenace «spirito» napoletano che – pur manifestandosi in campi diversi, dallo sport alla cultura – conserva una sua specificità. Senza dimenticare gli esperimenti collettivi (Napoli 24), o cortometraggi notevoli come Una città fatta di sguardi del visionario Sandro Dionisio (già autore de La volpe a tre zampe) o Ciro di Sergio Panariello, menzione speciale agli ultimi Nastri d’Argento.

Redazione

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