Parco Nazionale del Vesuvio: fauna, flora e… una discarica

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La nascita del stupendo Parco Nazionale del Vesuvio risale al giugno 1995. La sua istituzione è dovuta al fine di preservare le incredibili varietà di fauna e flora presenti attorno al vulcano, oltre a quello di preservare il paesaggio naturalistico. Purtroppo, come molti ben sapranno, il fatto che l’area che circonda il Vesuvio sia stata dichiarata “Parco Nazionale”, quindi una zona soggetta a protezione da parte dello Stato e tutelato da norme specifiche, non ha avuto alcun effetto sugli uomini che continuano a deturpare la zona.

Molteplici sono le notizie che parlano di incendi boschivi, discariche abusive, costruzioni abusive, ecc. Ma molteplici sono anche le iniziative per ripulire il Parco, come è successo con i volontari del movimento “Let’s do it!” che in centinaia si sono dati appuntamento l’8 e il 9 di giugno per ripulire l’area dai rifiuti che, successivamente, sono stati riconsegnati ai comuni limitrofi (Torre del Greco, Terzigno e Trecase). Ma molto ben più difficile è riqualificare la zona se essa viene colpita da un incendio. Infatti il 16 giugno di quest’anno sono andati in fiamme 3 mila ettari di area boschiva che non possono essere recuperati se non fra molto tempo e speriamo che si fermino qui, visto che ogni estate si bruciano moltissimi ettari.

Da segnalare anche il fatto che proprio le istituzioni, che dovrebbero proteggere l’ambiente, hanno deciso nel 2011 di porre una discarica di rifiuti solidi urbani non riciclabili proprio all’interno del parco, precisamente in una cava (Cava Sari) nella frazione Pozzelle del comune di Terzigno. I sindaci dei comuni vicini avevano chiesto che, almeno, nella cava fossero posti solo rifiuti organici stabilizzati per diminuire l’impatto ambientale. Numerose furono le proteste contro la discarica nel 2012 ma furono invane.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle varietà di specie vegetali e animali che vengono colpite dagli incendi e dagli altri avvenimenti nocivi possiamo fare un elenco dei prodotti tipici della terra del Parco vesuviano: albicocche, ciliege, pomodorini, uva (dalla quale viene prodotto, fra l’altro, il celebre vino Lacryma Christi ), finocchi, fave, friarielli, broccoli, noci e miele. Mentre per quanto riguarda le specie animali sono presenti: faine, volpi, lepri, conigli, uccelli sia residenti che migratori, ramarri, serpenti Biacchi, rospi smeraldini e le farfalle sia diurne che notturne.

Spero che, al fine di preservare tutte queste specie e di salvaguardare l’ambiente, le istituzioni per prime diano il buon esempio sul come rispettare l’ambiente naturale del parco e che si occupino al più presto dell’inceneritore che non dovrebbe essere posto in un luogo come questo.

  Vincenzo Masullo

Redazione

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