Napoli,chiudono le piccole librerie

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“Una casa senza libreria è una casa senza dignità”

Questa crisi, la crisi che falcia individui, famiglie e imprese. Che costringe le persone a modificare il proprio stile di vita, priorità e valori. Ci insegna a risparmiare e a privarci di molte cose, lasciando quello che davvero serve. Cosi, ad abbassare le serrande sono le librerie. Le prime a risentirne, gli anelli deboli.

Succede a Napoli, una delle storiche città della cultura italiana. Napoli come l’Italia in crisi non può più permettersi il lusso di leggere. Cosi, se una serranda chiude, non fa poi tanto clamore nella patria di dante e della grande letteratura italiana.

Tutte le librerie che a Napoli hanno solo ed esclusivamente libri sono vuote. Molte le librerie storiche costrette a chiudere i battenti. Dalla vecchia Mondadori, in pieno centro storico, alla piccola Feltrinelli . Allo storico Colonnese, alla libreria Guida in via Merliani al vomero, costretta a chiudere dopo quasi cinquant’anni di attività. Al suo posto arriverà una delle catene di fast food a stelle e strisce che riprovano a colonizzare il Vomero dopo la chiusura del McDonald’s in via Cilea.

La Feltrinelli di piazza dei Martiri invece, sembra avere un destino diverso dalle altre sventurate librerie. E’ un vero e proprio megastore con fumetti, dvd, cd, strumenti musicali, videogames ed è sempre piena di gente. Non nella sezione libri, quella è poco frequentata, tranne che nella zona a ridosso del bar, dove pseudo-intellettuali perdono tempo seduti ai tavolini, dove fanno finta di parlare di cultura esibendo libri che non leggeranno mai. Libri che puntualmente, al termine delle conversazioni e dopo aver consumato un caffè, lasciano lì come nulla fosse.  Le librerie non possono essere considerate semplici attività commerciali, si occupano di promuovere e divulgare un prodotto d’inestimabile valore: la cultura che è alla base di un paese.

Oltre alla crisi c’è anche il disinteresse delle istituzioni per i libri e per i luoghi di cultura, lo stesso che, sempre a Napoli, ha portato alla chiusura del Teatro Sancarluccio.

Antonio Iorio 

Redazione

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