Napoli filosofica – Anteprima de L’Arte della felicità

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Napoli – Il cinema Modernissimo festeggia il successo dell’anteprima dell’animation movie L’Arte della felicità. Presentazione con il produttore Stella e il giovane regista napoletano Alessandro Rak: “È il risultato di un team di lavoro tutto napoletano”.

 

INCONTRO CON IL REGISTA. Lunedì sera 23 settembre il Multicinema Modernissimo ha liberato ben due sale per poter contenere il gran numero di persone giunte per l’attesa visione, in anteprima gratuita, del film di animazione per adulti L’Arte della Felicità, la prima pellicola del regista esordiente Alessandro Rak scelta per l’apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2013.

Nella presentazione che ha preceduto la proiezione il produttore Luciano Stella ha omaggiato con orgoglio tutto il team di lavoro: “Il film è stato interamente realizzato a Napoli, convogliando  le abilità informatiche di giovani talenti rigorosamente napoletani esperti di computer grafica e animazione. È una squadra che per due anni ha investito energie e un budget assai contenuto in questo esperimento folle per il cinema italiano, poco avvezzo alle “produzioni fumettate per adulti”,

 

TRAMA. Sergio ha perso il fratello maggiore Alfredo due volte: la prima quando questi si rinchiude in monastero buddista e la seconda quando la malattia glielo porta via. Li univa la musica e un amore fortissimo. Decide di chiudersi nello squallore di un taxi che diventa per lui “casa e puteca”. Ricordi, speranze, progetti, affetti sono bloccati nel passato. Si sente perso e vuoto. Inizierà a girare senza meta, proprio come il suo taxi, raccogliendo passeggeri e riflessioni sulla vita. Tenterà di rialzarsi, di trovare il la felicità oltre i suoi disagi esistenziali.

Contenuto “serio”, massiccia dose di filosofia orientale e monologhi interiori.

 

NAPOLI E LA FELICITÀ. In sostanza, il messaggio del film è arrivato agli spettatori. Applausi di conferma, congratulazioni e molta solidarietà quando si tratta di Napoli. I riferimenti alla città sono tanti: quartieri, marine, palazzi e vicoli ripresi in modo quasi pittorico, monnezza, un Vesuvio minaccioso e perfino la voce di Nando Paone per doppiare Sergio e quella don Gennaro Matino nel suo stesso ruolo di sacerdote.

La ricerca della felicità è un discorso che vale per tutti, al di là della modalità con cui viene interpretata o vissuta. Si può fare alla maniera dei cittadini napoletani, che nel film affrontano la vita con quell’arte di arrangiarsi “miracolosa”, si può scegliere un percorso filosofico per sentirsi parte del mondo, o si può decidere semplicemente di voltare le spalle alla tristezza per ricominciare tutto.

 

I PARERI DELLA PLATEA. Chi era seduto nelle poltroncine ha esternato commozione, ha espresso attenzione critica alla realizzazione grafica delle scene (che ha visto pareri discordi), ha diviso generazioni aperte alla comunicazione tecnologica cresciuta con i Manga giapponesi da generazioni “d’altri tempi”. Al termine della proiezione un signore sessantenne ha esordito il suo sfogo: “Ma a voi ‘sto film è piaciuto? Dite la verità! Sarà che io sono di un’altra generazione, ma per me il cinema è vedere l’attore in carne ed ossa che recita. Sono di quelli che ama sentire Lina Sastri nelle piazza”. Anche questo, a modo suo, è forse ricerca della felicità.

 

Giovanni Postiglione

Redazione

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