Napoli come Cuba: Grupo Compay Segundo infiamma il pubblico del Maschio Angioino

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Ore 21,30, cortile del Castel Nuovo gremito, tutto esaurito. Richiesto con gran fragore di applausi del pubblico, El Grupo Musical di Compay Segundo sale sul palco: “Un saludo fraterno de la isla de Cuba”, è l’intro del vocalist Hugo Garzòn che lancia il primo pezzo. Parte un grandissimo concerto.

Con più di due ore all’insegna di puro son tradizionale, ieri, mercoledì 31 agosto, la formazione musicale che porta il nome del suo celebre fondator ha dimostrato quanto questo genere di musica sia ancora vivo e carico di emozioni.

 

La band ha suonato con una formazione quasi al gran completo: Salvador Repilado Labrada (direttore e contrabbasso, membro fondatore del progetto e figlio del grande maestro), Hugo Garzón Bargalló (vocalist e carismatico animatore), i clarinettisti Haskell Armenteros Pons e Rafael Inciarte Rodríguez, Rafael Fournier Navarro (bongo), il virtuoso chitarrista Félix Martínez Montero e Nilso Arias Fernández (chitarra accompagnante e seconda voce). Alcuni brani sono stati accompagnati dalla performance danzante dei ballerini italiani Roberta Pierazzini e Paolo Angelini.

 

Trai brani in scaletta: De camino a la vereda, El carretero (pezzo storico di Compay), Dos Gardenias (struggente bolero dedicato alle “bellas ragazze”), Comandate Che Guevara (un must per i cubani e per abbia visitato Cuba), Perfidia (bolero molto ascoltato e amato a Napoli forse per l’assonanza con la melodia della canzone classica napoletana) e l’intramontabile Besame Mucho.

Hugo ha duettato con il pubblico a tempo di clave e ha salutato i cubani che vivono a Napoli (molti erano presenti nel pubblico). La gente ha dimostrato di amare la musica sonera, di apprezzarne e rispettarne il valore culturale; moltissimi, dopo meno di un’ora dall’inizio, già occupavano lo spazio antistante il palco per ballare.

E poi la conclusione con due brani celebri, Guantanamera e La Leyenda de Chan Chan, icone dello spirito musicale del grande maestro.

 

Il clarinettista Haskell ci ha concesso una breve intervista, accogliendoci con grande disponibilità e calore, tipico della cubanìa.

El Grupo continua a promuovere lo spirito e l’eredità musicale di Compay Segundo. Vivete tutto ciò come fosse una vera missione?

Io non parlerei di missione né di vocazione. Per noi è semplicemente e giustamente una continuità, una prosecuzione del cammino del nostro predecessore. Non possiamo non fare altrimenti.

Quanto ancora è forte il son a Cuba? Le nuove generazioni lo ascoltano?

Sicuramente i giovani si orientano verso realtà musicali differenti, come il reggaeton, ma anche quest’ultimo subisce l’influenza della tradizione, quindi c’è sempre un ritorno alla radice. Pochi giovani cubani ballano son, ma tutti sanno cosa è e non lo dimenticano.

Napoli e El Grupo Compay Segundo: cosi vi lascia questa città quando suonate qui?

Credimi, in nessuna altra città noi troviamo lo stesso calore che ci regala Napoli. Io ritrovo sempre forti similitudini tra Cuba e Napoli e proprio il calore e l’affetto del popolo napoletano rafforzano questo gemellaggio. Sappiamo bene quanto il popolo napoletano promuova questo filone musicale, allo stesso modo del popolo cubano, soprattutto nei giovani.

Prossimi progetti musicali?

Ora stiamo proseguendo il tour, dopo questa serata ci rimetteremo in viaggio verso Pordenone. Sì, abbiamo in progetto di far conoscere molti brani inediti di Compay, mai pubblicati o riprodotti.

 

Giovanni Postiglione

(per l’intervista si ringrazia la preziosa collaborazione di interprete offerta dal sig. Luigi Zannini)

 

 

Redazione

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