Montesanto un cantiere da 15 anni: il quartiere scende in piazza per protestare – LE FOTO

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di Sergio Valentino

NAPOLI – Quindici anni. Tanto è trascorso da quando fu avviato il cantiere aperto con i fondi europei, al fine di completare la stazione terminale della Cumana a Montesanto e sistemarne le infrastrutture. Quindici anni durante i quali l’impresa appaltatrice, accusando la Regione Campania, a cui la Cumana e le relative stazioni appartengono, di non aver adempiuto ai dovuti pagamenti, ha scelto di abbandonare l’area a se stessa, con la conseguenza che, da allora, una zona già caotica per natura è divenuta pressoché invivibile, costringendo le ambulanze a raggiungere con notevole difficoltà la struttura per la dialisi esistente in quel tratto. Per non parlare del fatto che l’area chiusa è divenuta ricettacolo di immondizie, covo di ratti e blatte e luogo di ritrovo di drogati e campo di svago di ragazzini audaci che, scavalcando le divisorie in ferro e cemento, si infilano in un’area dove sono presenti anche cavi di alta tensione.

IL QUARTIERE IN PROTESTA – Dopo quindici anni di contenziosi tra Comune e Regione, di scaricabarile e colpevoli negligenze oltre che di occupazione atavica di un solo pubblico, il quartiere si è definitivamente ribellato, e la mattina del 19 settembre ha deciso di scendere in piazza per protestare, sperando vanamente nell’intervento di qualche rappresentante dell’EAV, azienda che gestisce la ferrovia Cumana. Un gruppo formato dal Movimento Scaccomatto (che alcuni mesi fa occupò un locale dismesso ai piedi dello scalone monumentale che mette in comunicazione il quartiere con il Corso Vittorio Emanuele) e il nascente Comitato Montesanto hanno intrapreso una manifestazione pacifica davanti alla stazione ferroviaria, chiudendo con uno striscione una delle vie di accesso alla Cumana, per sottolineare l’equivalente disagio dei residenti a transitare per il tratto di strada occupato dal “Mostro di Montesanto”.

MANIFESTAZIONE PACIFICA – Con la distribuzione di volantini informativi, i manifestanti, alla presenza del consigliere di municipalità Marcello Cadavèro, intervento per l’occasione, hanno informato i fruitori della linea ferroviaria del motivo della protesta, ricevendone solidarietà e appoggio. Poi, al grido “Il cantiere lo smantella il quartiere”, i manifestanti hanno raggiunto la zona chiusa e sono riusciti, sollevando uno dei pannelli di metallo, a verificare lo stato interno dell’area. Infine, fatto il punto della situazione, i manifestanti hanno deciso di aggiornarsi per un nuovo appuntamento con autorità e cronisti, così da alzare l’attenzione sul quartiere e eventualmente concordare nuove strategie per incontrare le autorità competenti e ottenere la definitiva risoluzione dell’annosa questione del cantiere di Montesanto.

Redazione

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