Mappa dei rifiuti speciali: problematiche e soluzioni

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In provincia di Napoli ci si fa mancare di tutto, tranne una cosa: i rifiuti speciali.

Ogni settimana su internet si ritrovano, più o meno, decine di notizie su sequestri di aree colme di rifiuti speciali. Degli esempi? Solo durante la fine di maggio sono state individuate almeno 4 aree, in comuni diversi, devastate da questi rifiuti.

Cominciamo da Pomigliano d’Arco. La Polizia Provinciale del ditretto di Nola, durante dei controlli su alcune zone industriali,  ha ritrovato in località Masseria Palmese, posteriormente ad un edificio di riparazione di autoveicoli, un area dove erano sparsi sul suolo: eternit, pneumatici, parabrezza, bidoni di pittura, portiere di autoveicoli, ecc. L’area è stata posta sotto sequesto e il titolare dell’edificio denunciato. Spostandoci verso Caivano, accanto ad una coltivazione di broccoli, è stato sequestrato un pozzo di irrigazione colmo di sostanze altamente inquinanti, più un terreno dove giacevano rifiuti pericolosi. Solo due giorni fa invece, nella zona di Marigliano, sono stati scoperti, dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle, due bidoni contenenti dei liquidi sospetti e una discarica abusiva. Concludiamo il giro a Bacoli, più precisamente nei pressi del lago Fusaro, dove altri rifiuti speciali sono stati ritrovati sulla pista ciclabile accanto al lago, col pericolo che gli sversamenti provenienti dai rifiuti vadano direttamente nelle acque del bacino.

Intanto, a mettersi in moto ci pensano gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di alcuni comuni che hanno proposto alle amministrazioni locali dell’agro acerrano-nolano di aderire al “Patto per la Terra dei fuochi” , dove i comuni si impegnano: ad attivare dei piani di intervento per il controllo della tutela ambientale, ad intervenire tempestivamente agli interventi di rimozione dei rifiuti e a promuovere- assieme alle associazione ambientaliste- inteventi di volontariato per la salvaguardia delle aree . Si deve ricordare comunque che il fenomeno dei rifiuti speciali non interessa solo le aree dell’agro aceranno-nolano, ma anche quelle dell’agro aversano-atellano, dell’agro vesuviano e del litorale domitio.

Anche la Regione fa un passo avanti grazie al Piano Bonifiche, che dovrà essere approvato in Consiglio, che prevede di individuare i siti da bonificare attraverso un ordine di priorità. L’assessore all’ambiente Giovanni Romano ha dichiarato che si tratta: “di un importante passo in avanti per la pianificazione regionale in materia ambientale”. Nonostante questo è anche vero che il 24 maggio 2011 la Regione approvò il piano di gestione dei rifiuti speciali che fra i suoi scopi aveva quello di: “adottare misure per contrastare l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato di rifiuti, attraverso sistemi che consentano un’affidabile tracciabilità dei flussi di rifiuti speciali ed agevolino il controllo di tutte le fasi della loro gestione”. Quindi attendiamo che queste misure si rafforzino realmente e che si dia un carattere pratico ai piani adottati dalla Regione.

Vincenzo Masullo

Redazione

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