Lorenzo Insigne: il cenerentolo sempre più “Magnifico”

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Chi l’avrebbe detto che quel ragazzino minuto e dalla faccia da scugnizzo, che aiutava i genitori al banco del mercato, un giorno avrebbe giocato nella squadra della sua città e in Nazionale. Eppure è realtà. Dai tornei ai quali a stento gli accordavano il permesso di giocare, per l’altezza, al diventare simbolo sportivo di una città il passo non è poi così breve.

Lorenzinho ha sudato e lottato, ha sfidato le umili origini trasformandole nella sua forza. In questo il parallelo con i più grandi del calcio è innegabile, specie con il più grande di tutti, Diego Maradona, che da Villa Florito ha trascinato gli ultimi del mondo sul tetto dell’universo. Perfino il suo mito infantile Alex Del Piero, figlio di elettricista, razzolava per le strade di un Nord diverso da quello che l’immaginario suggerirebbe.

Da figlio della città a idolo delle folle, ora il talentino di Frattamaggiore deve seguire le orme dei suoi predecessori più illustri: Cassano, Totti, Miccoli e tanti altri, figli di un paese fatto di umili gambe che conquistano a suon di calci un posto in paradiso. Quel paradiso in cui i tifosi partenopei sperano, il Magnifico, li conduca presto.

Marco Coppola

Redazione

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