La viabilità quando piove: un viaggio angosciante

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Non vorremmo mai che l’estate finisse ma fra non molto tempo arriverà l’autunno e con esso tanti acquazzoni. Il problema di cui stiamo per parlare in realtà non appartiene solo a Napoli e Provincia ma bensì a tutta l’Italia. Nelle nostre zone però, in particolar modo quando arriva una tempesta, ci sono dei veri e propri effetti catastrofici che impediscono la circolazione in strada e con i mezzi pubblici.

Sicuramente ognuno di voi si ricorderà le piogge che ci sono state alla fine di agosto… ebbene quelle piogge, che sono state sì copiose ma che duravano davvero poco, creavano dei fiumi di acqua che scendevano giù per le strade e non favorivano la comodità del trasporto.

Secondo tutti il problema di questi fiumi di acqua proviene dal mal funzionamento del sistema fognario che otturandosi non è in grado di assorbire l’acqua piovana, o in alcuni casa l’acqua esercitando una forte pressione fa saltare i chiusini stradali. I comuni in questa situazione sembrano incapaci di reagire e quindi per mancanza di fondi non fanno alcun tipo di lavoro per arginare la problematica e migliorare la rete fognaria. Se ci spostiamo in direzione Parigi o Londra (dove piove molto più di qua) questa seccatura non esiste, eppure lì le piogge sono molto più insistenti e gli abitanti circolano con comodità. In realtà è vero anche che essendo l’Italia, il Sud in particolar modo, colpita dal problema dell’abusivismo edilizio rende il nostro paese più incline a subire danni in caso di piogge. Ciò in ogni caso non è una giustificazione al fatto che in grandi città e in interi comuni la viabilità sia gravemente compromessa tanto da non permettere spostamenti. Celebre è ciò che accadde l’anno scorso quando la metro di Piazza Garibaldi si allagò totalmente rendendo il viaggio dei pendolari angosciante e in questo periodo non c’è neanche bisogno della pioggia per renderlo tale… Esempi di tale portata ci vengono offerti anche dai comuni situati nella zona dell’agro aceranno- nolano come Pomigliano d’Arco, Acerra e Marigliano fino ad arrivare ad Afragola e Casalnuovo, in questi luoghi infatti erano presenti i famigerati Regi Lagni che sarebbero una serie di canali idrici artficiali risalenti all’età borbonica che attraversavano le provincie di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento.I canali essendo stati in molte zone chiusi non hanno più raccolto l’acqua piovana e ciò causa un forte danno perchè le reti fognarie non riescono a contenerle, dunque nei momenti di forte pioggia si allagano completamente le strade fino a far galleggiare qualsiasi cosa. Il motivo per cui i lagni sono stati chiusi, o in alcuni casi bonificati, è che essendo essi troppo inquinati rendevano le acque del mare dell’area domitiana (la foce dei lagni)  troppo sporche.

Le istituzioni dovrebbero intervenire prima dell’autunno per rendere la circolazione possibile anche nei giorni in cui piove intensamente, visto che noi napoletani sappiamo bene degli ingorghi che si creano in questi casi.

 

 Vincenzo Masullo

 

Redazione

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