La Marcia di Aversa: la voce di chi c’era

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La marcia per la vita della Diocesi di Aversa ha rappresentato la presenza viva di quanti cittadini vogliono una Campania libera dai rifiuti e dalle politiche inquinate. Di seguito la preziosa testimonianza di un giovane partecipante, Diego.

 

Diego, 28 anni, residente a Secondigliano, laureato e impiegato, era con loro venerdì 4 ottobre 2013. Ha camminato con il Vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo, con don Patriciello, con gli abitanti della Terra dei Fuochi, con i medici dei reparti oncologici, con gli infermieri e con il popolo del web.

 

Perché alcuni uomini, nati in queste terre, hanno deciso di avvelenarle? Perché la politica ha taciuto e non è intervenuta? Perché gli imprenditori, pur di risparmiare nello smaltimento dei rifiuti tossici delle proprie industrie, non si sono fatti scrupoli nel fare affari con gente senza cuore? Perché la magistratura non ha avviato subito azioni decise?” Questi interrogativi lo hanno spinto a partecipare alla Marcia per la Vita, iniziativa che ha insito un motore di forza per combattere, per non arrendersi e per dimostrare di non voler abbandonare le proprie radici.

Quanti eravamo?” – si è chiesto più volte il giovane, mentre percorreva i circa 3 km di corteo. La cifra pare abbia sfiorato addirittura i 60.000 manifestanti. Non aveva mai partecipato ad una manifestazione, solo un breve impegno in un centro di volontariato con la fidanzata.

Ora Diego è impegnato nell’Associazione del Rinnovamento nello Spirito Santo, la fede sostiene la sua vita e ha vissuto la marcia sentendosi parte anche della Chiesa locale che combatte con i suoi pastori: “A capo del corteo c’era un crocifisso portato da un sacerdote, dietro seguivano il Vescovo, don Maurizio ed altri sacerdoti intervenuti. Si è formata una coda interminabile: genitori di figli morti, orfani di madre o padre, vedove, mariti rimasti soli, bimbi con palloncini bianchi e neri, giornalisti, studenti e semplici curiosi. La marcia è proceduta molta lentamente, occasione per innalzare preghiere, meditare versi della Bibbia sul dono del Creato, gridare nei cori contro la Mala Vita. Non dimenticherà facilmente le centinaia di foto di quanti sono morti, condannati di essere nati nel posto sbagliato.

 

Da napoletano, amante di questo popolo dal cuore grande, mi sovviene una scena del film di De Crescenzo, Così parlò Bellavista, quando il professore si rivolge al malavitoso che si presenta nel negozio di oggetti sacri per estorcere il pizzo. Gli ricorda che la vita di un uomo che fa del male non è per nulla una bella vita, anzi la definisce in modo colorito una vita di m***a!

 

Dopo circa due ore di cammino, a pochi passi dalla Chiesa della Madonna di Campiglione a Caivano, il Vescovo ha letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e don Maurizio ha recitato la sua poesia Terra mia. A corteo sciolto, dopo la benedizione, Diego ci confida di aver avvertito nel cuore una commozione ed una certezza insieme: “Il bene vince sempre sul male, anche se il percorso è lungo e travagliato, insieme si può e si deve cambiare. Mi auguro che ognuno possa alimentare il desiderio di voler essere quella porzione fondamentale di cambiamento di cui si necessita con urgente bisogno!”.

 

Giovanni Postiglione

(phs. riproduzione riservata)

Redazione

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