In Campania 100 comuni si illuminano per dire “no” alla pena di morte, ecco gli eventi previsti da domani

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Il 30 novembre è la giornata mondiale contro la pena di morte

NAPOLI – Il potere di vita e di morte ha sempre affascinato l’uomo. In nome di un dio o di uno Stato, nel corso dei secoli numerosi paesi hanno potuto arbitrariamente condannare a morte un imputato per ogni tipo di reato, dal tradimento presunto all’omicidio. Gli antichi romani davano i colpevoli in pasto ai leoni, mentre i francesi della Rivoluzione preferivano la ghigliottina. In molti casi, la libertà di espressione, spesso in conflitto con il clima politico dell’epoca, si poneva come unica colpa dell’imputato e tutt’oggi ciò accade ancora in paesi come l’Afghanistan, l’Arabia Saudita, la Bielorussia, la Cina. Tra gli stati in cui è eseguita, ci sono difensori del diritto alla vita e delle libertà umane come gli Stati Uniti.

ITALIA UNA DELLE PRIME AD ABOLIRLA – L’Italia è stato uno dei primi paesi ad abolire la pena di morte, o meglio, lo è stato il Granducato di Toscana nel 1786. In Italia, con la Costituzione del 1948 è stata cancellata per i reati ordinari e nel 1994 è accaduto lo stesso per i reati militari. Da allora, il nostro paese è stato sempre a favore della moratoria internazionale della condanna a morte, presentando nello stesso anno la proposta all’Assemblea Generale ONU.

IN CAMPANIA 30 COMUNI APRONO I MONUMENTI – Il 30 Novembre 2002, per commemorare l’abolizione della pena capitale del Granducato di Toscana come forte segno di civiltà e rispetto antico dell’Italia per il diritto alla vita, la comunità di Sant’Egidio ha lanciato la prima giornata mondiale delle “Città per la vita- Città contro la pena di morte”. Domani il Campidoglio inaugurerà l’iniziativa con il Congresso Internazionale dei Ministri della Giustizia e in Campania 100 comuni apriranno i monumenti per l’occasione.

GLI EVENTI PREVISTI PER DOMANI – Domani e per il resto del fine settimana, verranno illuminati il Palazzo Comunale di Casalnuovo, la torre del castello medievale di Castelnuovo Cilento, la Casa Comunale di Marigliano, il torrione e il municipio di Forio D’Ischia, il monumento ai caduti di Poggiomarino, il Palazzo Borbonico di Torre del Greco e il monumento ai caduti di Villaricca. A Napoli,il Maschio Angioino verrà acceso da mille colori e alle ore 17 presso la Galleria Umberto I, si svolgerà una manifestazione contro la pena capitale a cui parteciperanno il sindaco Luigi De Magistris, l’attrice Cloris Brosca che leggerà dei brani sull’argomento, la cantante Francesca Marini che terrà un breve concerto e Tamara Chikunova, cittadina uzbeka passata alla storia dal 2007 per aver comportato la commutazione della pena di morte in carcere a vita dopo l’esecuzione nel 2000 di suo figlio Dmitrij. Il giorno seguente la Chikunova si recherà alle 10 a Salerno presso il liceo Classico “F. De Sanctis” e alle 20 ad Afragola per partecipare alla conferenza nell’Istituto Ciaramella e partecipare al corteo verso la Casa Comunale illuminata per l’occasione. Il 2 dicembre l’attivista visiterà i detenuti del carcere di Secondigliano e il 3 gli studenti dell’Istituto Pitagora di Pozzuoli e la comunità parrocchiale di Toiano.

167 PERSONE GIUSTIZIATE IN 20 ANNI – Tra il 1930 e il 1950 furono giustiziate più di 167 persone l’anno.  Successivamente, alcuni stati decisero di ridurre i casi di applicazione della pena o di commutarla nel carcere a vita. Le cifre sono diminuite drasticamente nel corso degli anni grazie ai trattati internazionali e tra gli anni Ottanta e l’inizio del 2000, sono stati giustiziati 150 imputati, di cui 27 salvabili a causa di vizi sulle prove. In tutto sono state 7.254 le condanne a morte emesse tra il 1973 e il 2013. I detenuti in attesa di esecuzione sono 3.500 di cui la metà afro-americani. Cause di tale ripartizione sono, da una parte il razzismo dei poliziotti e dei giudici ancora vigente negli Stati Uniti, dall’altro il degrado in cui effettivamente vive la maggior parte della popolazione di colore.

La mamma dei Paesoi in cui vige ancora la pena di morte
La mappa dei Paesi in cui vige ancora la pena di morte

35 STATI IN CUI VIGE LA PENA – Attualmente, 35 stati federali mantengono la pena di morte quale deterrente per reati gravi come l’omicidio, pur se l’88% dei criminologi statunitensi non ne è convinto; anzi, ritiene che la volontà di commettere un omicidio doloso sia esule da qualsiasi deterrente. Non la pensano così i 58 paesi che decidono di mantenere la pena di morte; mentre concordano i 97 paesi che l’hanno abolita per ogni reato, gli 8 paesi che l’hanno cancellata tranne che per i reati di guerra (come Cile e Israele) e 35 paesi che da 10 anni hanno deciso di non applicarla de facto o in seguito della firma di accordi internazionali.

Stefania Moschini

Redazione

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