I presepi di Santa Chiara, un Natale all’insegna dell’arte povera – LE FOTO

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NAPOLI – Presepi per tutti i gusti. Nella città per eccellenza dell’artigianato presepiale il Natale 2013 partenopeo non manca di sfoggiare i diversi prodotti artistici legati al tema sacro della Natività. Lungo è l’elenco dei manufatti storici che ricordano la nascita di Gesù Bambino: i musei di San Martino e Capodimonte, le chiese di San Nicola alla Carità e Santa Marta, il Palazzo Reale e la famosa via di San Gregorio Armeno. Nella Basilica di Santa Chiara, invece, si rompono gli schemi e vanno in mostra presepi realizzati con materiali poveri e oggetti di uso quotidiano. Un artista famoso gareggia con bambini napoletani.

 

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Il presepe di latta di Dalisi

IL PRESEPE POVERO DI DALISI – Affacciato verso l’esterno di via Benedetto Croce, il presepe di Natale disegnato dall’architetto Riccardo Dalisi fa capolino dall’aiuola destra del cortile della basilica angioina. Angeli e Magi, questo il titolo dell’installazione in esposizione sino al 7 gennaio 2014, nasce da un’idea del Consorzio Artigianapoli e viene alla luce con il sostegno finanziario della Camera di Commercio di Napoli per promuovere le espressioni artistiche che fanno parte della cultura e della tradizione cittadina. A plasmare i 15 pezzi che compongono la scena sono state infatti la mani di mastri artigiani delle botteghe di Rua Catalana: il gruppo è realizzato in latta e ferro battuto, con forme stilizzate e astratte, molti colori e tanta simbologia. Lo stile dell’artista potentino in città è già noto con le decorazioni affisse tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, così come la sua predilezione per «i materiali ultrapoverissimi», che dura da ben trent’anni.

DI FORTE UMANITA’ – Immagini semplici e facili da capire, messaggi umanissimi e un grande valore artigianale hanno permesso a questo presepe di arricchirsi ogni anno di figure nuove e di essere esposto in diversi luoghi, l’ultimo è stato il villaggio natalizio allestito nel castello beneventano di Limatola. Un angelone “stirato” in volo, pastori suonatori in adorazione e magi coloratissimi in versione cavalleresca fanno da coreografia ad un santo Bambino rappresentato da un cuore, grande e luminoso. Indovinato l’accostamento dello stile artistico povero con l’altrettanta  spiritualità francescana della basilica, forse un po’ meno la posizione del gruppo in un’aiuola cancellata le cui sbarre frammentano la visione d’insieme.

 

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Il presepe di Santa Chiara

I PRESEPI DEI BAMBINI NELLE CAPPELLE – Altrettanti materiali umili e quotidiani sono stati adottati per realizzare piccole capannine in cui alloggiare mini presepi con soggetti di carta. Sono più di una decina, infatti, i lavoretti artistici realizzati dai bambini del catechismo della comunità parrocchiale di Santa Chiara che decorano gli altari delle cappelle laterali nella chiesa. Matite colorare, sughero e cartone, cornici di plastica e altri “contenitori fantasiosi” impreziositi , da pigne e rami di vischio, dialogano con i marmi antichi e i sepolcri medievali sopravvissuti nelle cappelle. Questi presepi amatoriali vengono immortalati dai numerosi turisti stranieri e visitatori che frequentano ogni giorno la basilica, ornata per le feste natalizie anche da due grandi alberi luccicanti. Sosta obbligata è il cappellone centrale della navata sinistra che ospita una grande riproduzione su pannello di cartone del presepe monumentale con pastori del Settecento-Ottocento conservato in una sala del Chiostro maiolicato.

 

Giovanni Postiglione

Redazione

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