I Falchi catturano “o’ Mammone”, da latitante aveva cambiato identità

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di Simone Porpora
NAPOLI – Erano anni che le forza armate partenopee lo cercavano, la prima segnalazione la ebbero nel 2014. Da quel momento è iniziata una vera e propria caccia alle streghe che si è conclusa con l’arresto del latitante, pluripregiudicato di Villaricca. Alessandro Mazza, trentasette anni, si aggirava per le vie di Napoli senza usare il proprio nome, aveva trovato un’identità nuova, si faceva chiamare “Alessandro Barone”. Veniva chiamato “O’ Mammone” per la sua freddezza, per la sua cattiveria, per la sua spietatezza, e proprio questa sua caratteristica gli ha permesso di scalare in poco tempo i ranghi della criminalità con un ruolo semplice e conciso, quello di “picchiatore”. Spavaldo, “O’ Mammone”, non esitava a postare sui social le sue foto armato di pistola, e nel frattempo si aggirava per i vicoli del centro storico dove veniva aiutato dalla fidanzata e dagli amici.

falchi_polizia-fotoL’ARRESTO – Un agente della squadra Mobile di Napoli, fuori servizio, si trova in via Armando Diaz quando, nell’attraversare la strada, l’occhio gli cade su un losco individuo che proveniva dal lato opposto della strada, una figura magra, asciutta, quasi un fantasma. Nonostante dei piccoli cambiamenti somatici, probabilmente dovuti allo stress accumulato nello scappare dalla polizia, quell’individuo losco sembrava essere proprio Alessandro Mazza. Dopo anni di sotterfugi finalmente la spavalderia del criminale lo aveva portato a compiere l’errore più grande per un latitane: camminare a testa alta, in pieno giorno, al centro di una grande città. In quel momento il poliziotto napoletano, nonostante non fosse servizio, non ci pensa due volte e inizia a pedinarlo, mettendosi subito in contatto con il proprio ufficio e, fingendo di parlare con la proprio donna, informava il verbalizzante ispettore e chiedeva dei rinforzi di pattugli in abiti borghesi che non hanno tardato ad arrivare.
Il pedinamento continua fino a un certo punto di via Medina quando, arrivati in un punto morto della zona senza altri pedoni intorno,(onde evitare problemi nel caso in cui il latitante si fosse fatto trovare armato, ndr), i Falchi decidono di intervenire,senza timori, bloccando il borioso Mazza. “O’ Mammone” inizialmente tenta di ingannare gli agenti affermando con fermezza di essere tale Barone Alessandro, e di essere a Napoli di passaggio, per godersi un po’ la città. Il tentativo di nascondere la propria identità è però risultato vano, dato che il personaggio in questione risultava sprovvisto di documenti e per questo portato in caserma al fine di risalire alla certa identità del criminale di Villaricca. «E’ finita» esclama “Alessandro Barone” quando ammette di essere, in realtà, Alessandro Mazza. Una volta in Questura è stato accertato che il Mazza era già condannato ad un anno, nove mesi e sedici giorni reclusione e, avvisati i familiari, gli uffici si apprestavano alla perquisizione delle due residenze del criminale: quella di Castel Volturno, che ha dato esito negativo, e quella di Napoli che invece ha dato esito positivo essendo state trovate, ben nascoste in un calzino ben dodici banconote da euro 50, tutte contraffatte. Dopo aver risolto le ultime formalità “O’ Mammone” è stato accompagnato in carcere.

Redazione

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