Giugliano, Villaricca e Qualiano. “Il triangolo dei veleni”.

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In queste terre sta aumentando il rischio di malattie. Sono in aumento i tumori, le malattie respiratorie, le allergie ed altre patologie gravi. La spazzatura è sparsa dovunque, a ogni angolo di strada la puzza, ma non è quella di mofete solforose, è peste che ammorba l’aria, quintali d’immondizia abbandonata che fermenta, che cambia stato, diventa liquida e penetra nel terreno, uccidendolo. La terra appestata cambia colore, acquista sfumature malate. Durante il periodo di emergenza rifiuti, la gente esasperata incendia i cassonetti per le strade provocando sotto le abitazioni delle emissioni di diossina che causano un danno ecologico mille volte più grande di quello della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone.

Da uno studio del CNR è risultato che nel territorio cosiddetto “Triangolo dei veleni”, un’area abitata da circa 500 mila persone, c’è un indice di mortalità per tumore al fegato di un caso ogni 100.000 abitanti.

La colpa di tale disastro ambientale non è da attribuire solo alle organizzazioni criminali presenti sul territorio. Ci sono anche le piccole fabbriche che operano nell’illegalità, cittadini senza scrupoli che, tra l’impunità assoluta, sfacciatamente continuano a seppellire e incendiare i rifiuti ingombranti e dannosi. Di giorno come di notte. Scarti di lavorazione del pellame, del tessile e copertoni di auto gettati in strada e nelle campagne vicine. Rifiuti ritenuti molto tossici e nocivi per la salute producono un danno incalcolabile per l’ambiente e per la salute dei cittadini.  L’ultimo anello di questa disastrosa catena mortale sono i rom, che assoldati dalle organizzazioni criminali, hanno il compito di bruciare i cumuli di rifiuti lasciati per strada, per esempio per recuperare rame dagli elettrodomestici presenti nei cumuli di rifiuti, per poi rivenderli a peso. Il fumo nero arriva fino alla gola e penetrando dalle narici riduce i polmoni a un ammasso di cenere nera.

Questo scandalo giornaliero dell’area al confine di Napoli sembra non interessare nessuno. Oltre al danno si aggiunge la beffa: Napoli è risultata la regione dove la tassa per lo smaltimento dei rifiuti risulta essere la più cara d’Italia.

 

Antonio Iorio

Redazione

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