Fuochi e petardi al corteo di studenti e disoccupati: uniti contro la precarietà

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Il corteo di studenti che ha "infiammato" Napli
Il corteo di studenti che ha “infiammato” Napoli

NAPOLI – Studenti, operai e disoccupati hanno deciso di scendere in piazza per dire basta a devastazione, repressione, sfruttamento e povertà. Partiti da piazza del Gesù per raggiungere piazza Garibaldi e concludersi poi a via Mezzocannone. Al centro della protesta il tassello che accomuna queste realtà così diverse è la disperazione e la consapevolezza che le condizioni di vita di ciascuno stiano precipitando sempre più preoccupantemente verso il fondo.  I giovani sono costretti a studiare in scuole semidistrutte e fatiscenti, con insegnanti sottopagati e con i costi di tutti i materiali scolastici in rincaro. Gli operai vedono sempre più scemare qualunque diritto acquisito con sangue e sudore negli anni passati, vedendosi ulteriormente scivolare verso la soglia di povertà e disoccupazione. È proprio la disoccupazione infatti, il cancro sociale più invasivo e dilagante dei nostri tempi. Essa sta via via inglobando tutte le fasce d’età e perseguendo la negazione totale di accesso al lavoro per i più giovani.

MOTIVAZIONI DEL CORTEO – Per tali motivi le rivendicazioni e le proposte avanzate nel corteo si configurano in sei punti fondamentali: diritto al trasporto gratuito per studenti e lavoratori, diritto all’istruzione per tutti, pagamento degli stage lavorativi con cui sempre più studenti vengono sfruttati, reintegro a salario pieno dei cassintegrati e licenziati politici, accesso al lavoro o salario garantito per i disoccupati, bonifica dei suoli inquinati e rifondazione di tutto il ciclo integrato dei rifiuti mediante l’istituzione generale della raccolta differenziata.

ANIMATA MANIFESTAZIONE – Partito con la consueta mezzora di ritardo il corteo si è mostrato sin da subito animoso e animato. Il peso dei manganelli del 15 sono ancora nell’aria e i manifestanti non sono certo bendisposti nei confronti delle forze dell’ordine. Ciò però sarà riscontrabile solo negli slogan e negli striscioni, dato che l’intera manifestazione si è svolta nel modo più sereno e collaborativo. Le strade gremite di giovani voci si coloravano di tanto in tanto di fumogeni – tendenzialmente rossi – salvo poi assordare i più con vari fuochi e botti. Completato l’intero corso Umberto I, il corteo ha improvvisato una piccola deviazione. La polizia infatti dalla mattina non aveva permesso l’uscita, dalla stazione centrale di Garibaldi, di gruppi di manifestanti – disoccupati per lo più – per i quali l’intero corteo ha occupato lo spazio antistante alla stazione, riuscendo infine ad aggregarli al proprio flusso. Altro momento caldo della giornata è stato il passaggio dei movimenti davanti alla sede della CGIL, che è stata attaccata con slogan e cori di protesta. Ultimo passaggio è stato quello del sit-in all’ingresso della sede dell’assessorato alle politiche ambientale della Regione Campania; manifestanti e poliziotti sono stati per più di qualche minuto faccia a faccia, senza alcun attacco violento o rissoso. Il torpedone si è infine sciolto in via Mezzocannone e poi davanti alla vicina sede dell’Università Orientale.

 

Marco Coppola

 

 

Redazione

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