EVENTI/ Vico Equense si prepara a festeggiare i suoi Santi Patroni: S. Ciro e S. Giovanni

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VICO EQUENSE-  Si avvicinano i festeggiamenti a Vico Equense per i Santi Patroni: S. Ciro e S. Giovanni.E’ proprio qui, nella cittadina della Penisola Sorrentina, che è ubicata una chiesa intitolata ai due martiri, con funzione parrocchiale, affiliata alla Diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. La festa patronale, da sempre, riscuote molto successo, raggruppando tutti gli abitanti delle ben 16 frazioni aequane che, per l’occasione, “scendono” tutti, nessuno escluso, da Monte Faito in giù.Le vie del centro e l’area antistante la Chiesa parrocchiale, sorta su un ex Villa romana, zona detta in gergo “Miez ‘a domina”, si colorano di vita.Il tutto in onore dei Santi Patroni a cui gli abitanti di Vico Equense sono molto devoti.

IL CULTO- Va ricordato, a tal proposito, che S. Ciro nacque intorno all’anno 250 ad Alessandria d’Egitto, ed ivi studiò e professò medicina. Qui conobbe il legionario Giovanni, originario della Mesopotamia.In seguito all’editto di Diocleziano del 298 circa, secondo il quale i cristiani non potevano essere soldati, Giovanni raggiunse Ciro a Ceutzo in Arabia Petrea. Il medico, autore di numerosi miracoli, si era rifugiato qui per sfuggire egli stesso alle persecuzioni indette contro i medici alessandrini.Fu così che i due condussero vita ascetica insieme per 4 anni, rinunciando ai privilegi che avrebbero potuto trarre dalla propria professione, a favore del loro Dio.Un atto di fede che, unitamente a documenti e testimonianze storiche, ha fatto sì che i due divenissero Santi e che il loro culto si diffondesse in tutto il mondo.Anche nella vicina Portici, infatti, si festeggia S. Ciro, mentre già nel lontano 1601 le reliquie dei due Santi furono portate da Roma alla Chiesa del Gesù Nuovo grazie al gesuita P. Vincenzo Maggio.Reliquie sono presenti nella stessa chiesa aequana, nei pregevoli busti argentei che vengono posti sull’altare per l’occasione, donati proprio dai padri gesuiti napoletani.

LA TRADIZIONE- Le spoglie del Santo saranno condotte in processione per il paese nel pomeriggio del giorno 31,  nella singolare maniera che si è soliti utilizzare: i pescatori della zona, infatti, scalzi, con il tipico abbigliamento dell’occasione, porteranno a braccia la statua tra l’acclamazione generale, sotto l’egida del nuovo parroco, don Ciro Esposito, che per la prima volta, da quando è in carica dopo Don Fabio Savarese, officerà il rito.A seguire, domenica 2 febbraio, vi sarà la messa celebrata dal Vescovo di Avellino , Francesco Marino.Una tradizione che non si ferma, una fede che non si arresta, ma che procede quasi  inesorabilmente, al ritmo cadenzato dei pantaloni blu, delle magliette bianche e delle cinte rosse in vita, indossati, come da tradizione, dai pescatori del luogo.

Francesca Martire  

Redazione

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