di Eva Martino
NAPOLI – Edenlandia ha riaperto i cancelli al pubblico, riportando in vita uno dei simboli più iconici della città. Dopo la chiusura forzata del 7 marzo per “gravi carenze di manutenzione” rilevate dalla Commissione di Pubblico Spettacolo e dalla Polizia Locale, l’intervento del Comune e della commissione prefettizia ha consentito un rapido intervento di riqualificazione. Ora tutte le giostre sono di nuovo operative. Il parco, situato in viale Kennedy nel quartiere Fuorigrotta, resta a ingresso gratuito, con pagamento per singole attrazioni. La rinascita del parco riaccende i riflettori su una storia lunga e travagliata, che affonda le sue radici nel periodo fascista e attraversa decenni di sogni, successi, declini e resurrezioni.
UN’IDEA NATA PRIMA DELLA GUERRA – Edenlandia è il primo parco divertimenti d’Italia. Il progetto originario risale al 1937, pensato come parte integrante della Mostra d’Oltremare. Gli archi d’ingresso, oggi ancora visibili, furono concepiti per evocare le onde del mare, ma secondo una leggenda popolare, ricalcherebbero la firma di Benito Mussolini in chiave monumentale. Il progetto si interruppe bruscamente a causa della Seconda guerra mondiale. I bombardamenti alleati e l’uso militare della Mostra segnarono un lungo arresto. Solo negli anni Sessanta l’idea tornò a vivere.
DAL SOGNO ALL’INAUGURAZIONE del 1965 – Il 19 giugno 1965 Edenlandia apre finalmente al pubblico grazie all’impegno degli imprenditori Oreste Rossotto e Ciro De Pinto, e alla visione progettuale di Cesare Rosa. La planimetria venne firmata da Luigi Falchero, futuro direttore del parco. Le attrazioni come l’Autopista del Sole e le Cascate del Niagara (i tronchi) divennero subito popolari. Il parco fu il primo esperimento europeo ispirato direttamente a Disneyland, inaugurato dieci anni prima in California. Anche il logo ne seguì lo stile: castello blu e scritta gotica gialla, rimasta inalterata per venticinque anni.
GLI ANNI D’ORO E LA RICONOSCIBILITÀ INTERNAZIONALE – Negli anni Settanta Edenlandia conobbe un periodo d’oro. Attirava turisti da tutta Europa con attrazioni tematiche per tutte le età. Il nome stesso del parco richiamava l’idea di un Eden per grandi e piccini. Emblematica la giostra “Jumbo”, donata dalla Disney, mentre le celeberrime graffe preparate da Annunziata Capozzi e Ciro De Pinto divennero una leggenda gastronomica napoletana.
IL DECLINO: CONCORRENZA E ABBANDONO – L’apertura di Gardaland nel 1975 e poi di Mirabilandia nel 1992 segnò l’inizio di una fase difficile. Edenlandia, con una superficie di 40.000 m², non riusciva a competere con i colossi del settore. Il calo del pubblico negli anni Ottanta e Novanta fu progressivo e costante. Nel 2003, la gestione passò alla Park&Leisure di Cesare Falchero, ma il rilancio sperato non arrivò. Nel 2011, la società fu travolta dai debiti (oltre 13 milioni di euro) e la Mostra d’Oltremare, proprietaria del suolo, chiese il fallimento.
LE CHIUSURE, I FALLIMENTI E LE SPERANZE TRADITE – Dal 2011 al 2013, il parco resta chiuso. Dopo numerosi bandi andati deserti e tentativi di salvataggio falliti (tra cui quello della Brain’s Park, società londinese che rinunciò nel 2013 per irregolarità strutturali), il futuro appariva incerto. Nel 2014 subentrò la società New Edenlandia con la promessa di una nuova apertura. Dopo altri ritardi e cambi di proprietà, fu la GCR Outsider Holding del gruppo Vorzillo a restituire finalmente il parco alla città il 26 luglio 2018. Ma la gioia fu breve.
LA CRISI RECENTE E LA NUOVA RIPARTENZA – Il 7 marzo 2025 Edenlandia chiude di nuovo, questa volta per problemi gravi alla manutenzione delle giostre. La città teme l’ennesimo stop definitivo. Ma il Comune di Napoli e la commissione prefettizia intervengono: in poco più di un mese, i lavori vengono completati e il 18 aprile il parco è di nuovo accessibile, con tutte e 16 le attrazioni funzionanti e 7 aree tematiche operative: Kiddy, China Town, Pirati, West, Medieval, Sky Fly e Fantasy.
UN SIMBOLO CHE RESISTE – Edenlandia resta un luogo del cuore per i napoletani. Non solo parco giochi, ma archivio vivente di memorie collettive. A pochi passi dalla Mostra d’Oltremare e dallo stadio Maradona, Edenlandia è oggi facilmente raggiungibile anche con la ferrovia Cumana e la Linea 2 della metropolitana.
TRA LUCI E OMBRE – Purtroppo la storia del parco è segnata anche da episodi tragici. Il 4 aprile 1989 una bambina perse la vita cadendo da una giostra, e nel 2000 un operaio morì durante i lavori di smontaggio. Eventi che non vanno dimenticati, ma che rafforzano l’impegno per sicurezza e manutenzione. Oggi Edenlandia torna a vivere. Tra le urla gioiose dei bambini, il profumo delle graffe e il rombo delle giostre, Napoli riscopre una parte di sé. Un piccolo grande mondo dove, tra passato e futuro, l’Eden continua a brillare