di Violetta Luongo
NAPOLI – Benedetto Casillo al teatro San Ferdinando di Napoli fino al 18 maggio rende omaggio ai grandi autori del Sud come Luigi Pirandello, Raffaele Viviani, Totò ed Enzo Moscato. “L’uomo con il fiore in bocca / Fiori di palco”, con la regia di Pierpaolo Sepe, è un unico racconto teatrale che esplora la sacralità della morte e il suo impatto sulla vita degli uomini.
NAPOLI – Benedetto Casillo al teatro San Ferdinando di Napoli fino al 18 maggio rende omaggio ai grandi autori del Sud come Luigi Pirandello, Raffaele Viviani, Totò ed Enzo Moscato. “L’uomo con il fiore in bocca / Fiori di palco”, con la regia di Pierpaolo Sepe, è un unico racconto teatrale che esplora la sacralità della morte e il suo impatto sulla vita degli uomini.
La pièce inizia con un monologo di Casillo che, in una penombra tra pubblico e palco, apre un dialogo intimo e profondo sulla morte, vista come un evento sacro e inevitabile, che dà senso alla vita stessa. Casillo cita figure emblematiche della cultura napoletana e teatrale intrecciando riflessioni sulla morte con momenti di ironia e sarcasmo.
VITA E TEATRO – Non mancano momenti autobiografici di nostalgica poesia quando Casillo ricorda che era il 1975 quando recitò per la prima volta al San Ferdinando, o quando Moscato lo volle per un suo spettacolo ma la sua sua autentica e genuina timidezza lo frenò. Racconta del “basso di famiglia a Mergellina” dove fu raggiunto da Moscato che insisteva per averlo in una sua commedia.
Con Totò e la sua “’A livella”, Casillo apre la serie degli omaggi. Ricorda Enzo Moscato sulle deportazioni naziste, e Raffaele Viviani con la poesia “Fravecature”, che tratta la morte sul lavoro. Monologhi apprezzati per il loro equilibrio tra sacralità, riflessione e sarcasmo, elementi che caratterizzano lo stile teatrale di Casillo, noto per la sua ironia napoletana leggera ma non frivola.
UN DIALOGO A DUE – Solo una sedia per Casillo in questo dialogo a due sulla morte in cui essa, viaggio verso l’ignoto, non è solo fine, ma occasione di comunione e riflessione, celebrata con dolcezza, rammarico e un sorriso verso la vita fino all’ultimo respiro. Con la partecipazione degli attori Sara Lupoli e Vincenzo Castellone, e una produzione che coinvolge il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Arteteca e il Centro di Produzione Teatro Sannazaro, lo spettacolo ha ricevuto apprezzamenti per la sobrietà e la misura con cui Casillo interpreta questi testi classici, mantenendo viva la lingua e l’anima popolare del Sud.