Detrattori pronti al fuoco, ma per il Napoli è solo calcio d’estate

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Inutile negarlo. Erano in molti, ieri pomeriggio, ad attendere Rafa Benitez, De Laurentiis e Bigon con tutta la ciurma azzurra sulla sponda del fiume con i fucili puntati. La sconfitta, maturata nel secondo tempo, contro il Porto, ha dato soltanto l’ordine del “Fuoco a volontà” ma i detrattori erano già pronti. Non aspettavano altro.

Il Napoli andato in campo nella seconda sfida dell’Emirates Cup ha mostrato un aspetto rilevante. Che non è, però, quello sottolineato dai soliti “soloni”, così cari al Presidente De Laurentiis. Il dato più evidente è la grandissima pesantezza nella gambe, l’enorme carico di lavoro che i “titolari” non hanno ancora smaltito. La prova è, infatti, nell’ottima prestazione del primo tempo a cura di coloro che hanno trovato meno spazio in questo inizio di stagione.

Fatta eccezione, infatti, per Pandev ed Insigne, la cui forma è sempre più strepitosa, molti peccano tremendamente di una mancanza di lucidità fuori dal normale. Hamsik non trova ancora la giusta quadratura patendo un’insolita imprecisione nei passaggi, il centrocampo è praticamente impallato, Callejòn è ancora alla ricerca della forma migliore, Mertens non è ancora entrato nei meccanismi di gioco e, per quanto abbia il “piede fino”, è impossibile non credere che ci voglia ancora un po’ di tempo per vederlo girare al meglio.

Questo è il dato evidente. Queste le constatazioni di un normalissimo tifoso o amante del calcio. Per esempio, già porre sullo stesso piano gli errori di Fernandez e Dossena, è ai limiti della pura disonestà intellettuale. Quello del difensore argentino è, infatti, un errore che nasce dalla mancanza di continuità, mentre quello del numero otto azzurro è un film già visto ed offerto dalla premiata ditta della fascia sinistra che negli ultimi anni ha conosciuto Dossena ed Aronica quali massimi interpreti.

A prescindere, però, dai clamorosi errori visti ieri, il fuoco amico abbattutosi sul Napoli è assolutamente fuori dal normale. I giornalisti dell’ultim’ora, quelli insomma che hanno fatto perdere la pazienza anche al Capitano Paolo Cannavaro, non aspettavano altro per sostenere tesi divertenti e ai limiti dell’imbarazzante. Tesi che con dovizia di particolari puntavano a dimostrare al tifoso napoletano (dallo spasmodico e compulsivo click) che, in fondo, Higuain è un “brocco”, che Callejòn “non serve”, che Mertens “non si sa chi sia”, che Benitez ha sbagliato i cambi. L’astinenza da Campionato fa male, è vero. Ma qualcuno dovrebbe dire che questo è calcio d’estate. Per quello che vale.

Massimo Esposito

Redazione

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