Chiude un altro negozio storico al Vomero, flagellati dagli alti prezzi degli affitti

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Un altro pezzo della storia di Napoli chiude

NAPOLI – E’ di poche ore fa la notizia della chiusura di un altro storico negozio vomerese. Ad abbassare per sempre le serrande è stato “Il Bagaglino”, storico marchio di abbigliamento aperto dal 1932. La crisi economica, con un periodo di saldi che non stanno aiutando i commercianti e l’aumento dei fitti alla base delle numerose chiusure che in questi ultimi mesi stanno flagellando le attività commerciali più antiche del quartiere collinare.

L’INTERVISTA – Si è espresso in merito Enzo Perrotta, presidente del centro commerciale Vomero Arenella, che ha fatto il punto della situazione: «Noi commercianti ci sentiamo taglieggiati, non dal racket ma dai proprietari dei negozi che puntano a farci fuori per trovare un cliente migliore. Per quaranta metri quadri si arrivano a chiedere anche fitti da 5000 euro al mese, una valutazione che si avvicina a 125 euro a metro quadro. Cifre assolutamente fuori dal mercato. Questo scenario genera anche un cambiamento in quello che è lo skyline urbano, perché quel negozio era in quel posto da 80 anni, oltre a far perdere posti di lavoro. In questo modo dal punto di vista commerciale non si potrà mai espletare la vocazione turistica di questa città».

BAR E SALE SCOMMESSE – «Le categorie di investimenti in questa zona riguardano solo due categorie: bar e sale scommesse. Non si può credere che i tanti piccoli bar che si stanno aprendo in zona rappresentino un momento di vivacità imprenditoriale. Si tratta di realtà che spesso non sono chiarite. – continua Perrotta – Noi abbiamo mandato delle informative ai carabinieri in quanto si verificano situazioni di piccoli bar, da 14-15 metri quadri che pagano fitti elevatissimi e all’interno dei quali lavorano 4-5 persone e dove sarebbe bello capire come si fa a sbarcare il lunario tra il costo del fitto, dei fornitori e degli stipendi ai dipendenti. E’ ancora più assurdo se si pensa che in una zona limitata convivono almeno 20 bar. Quello che noi ci chiediamo è come fanno a restare aperte queste attività con un numero di spese cosi elevate. Questo fenomeno lo abbiamo denominato l’autostrada per il riciclaggio».

L’APPELLO «Leggevo con sgomento che prossimamente nella riorganizzazione di Benetton ci sarà la chiusura di 60 punti vendita, senza specificare se in Italia o all’ Estero. Se si tiene presente che in via Scarlatti abbiamo uno dei più grossi punti vendita d’Italia, mi tremano letteralmente i polsi a pensare a una situazione del genere. Ho lanciato un appello su facebook, dove ho esortato a fare presto per l’apertura del tavolo delle trattative, perché giorno per giorno stiamo allungando l’elenco dei commercianti che chiudono. Stando a quanto mi risulta nel prossimo mese ci saranno almeno altre tre chiusure. La galleria Vanvitelli – cconclude Perrotta – era una realtà commerciale vivida, zona di intenso passaggio con 28.000 passaggi giornalieri in entrata e in uscita, oggi è una realtà spoglia e disadorna a causa delle chiusure delle attività commerciali che sono avvenute».

 

Antonio Folle 

Redazione

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