Casalnuovo, confronto pubblico sul Referendum Costituzionale: ma la sala è quasi vuota – LE FOTO

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di Angelo Amitrano

CASALNUOVO DI NAPOLI- Si è tenuto  alla Pasolini il dibattito del PD in vista dell’imminente Referendum Costituzionale, obiettivo di esso ascoltare le ragioni del si e del no.

L’EVENTO NEI DETTAGLI- Il confronto è stato organizzato da quattro associazioni locali, Gnc, Senso Civico, Orgoglio Campano e Casalnuovo Futura; sono intervenuti: gli Avv. Francesco Urraro, Espedito Iasevoli e Giovanni Feliciello, rispettivamente, presidente del consiglio dell’ordine forense di Nola e rappresentanti di Senso Civico e Casalnuovo Futura, il Dott. Giovanni Nappi, presidente del consiglio comunale, il Prof. dell’ Univ. Parthenope Ugo Grassi, Luca di Majo, costituzionalista dell’Univ. di Urbino, il Deputato della Repubblica Paolo Cirino Pomicino ed il consigliere regionale Antonietta Ciaramella, l’incontro è stato moderato dalla Dott.ssa e giornalista del Mattino Lucia Allocca e da Roberta Riccio, consigliere del Dip. Univ. Parthenope. L’introduzione è affidata al Dott. Nappi: “Casalnuovo non lascia sempre spazio al confronto e alla politica, troppo spesso le iniziative peccano di autoreferenzialismo quando invece un semplice confronto è la metodologia giusta. Voto si perché il progressismo ed il riformismo sono fondamentali, tipo la soppressione del Cnel, anche se non condivido le eccessive personalizzazione e politicizzazione del referendum così come la nuova metodologia di voto ponderato.” Il dibattito inizia con Pomicino: “L’intreccio fra riforma e legge crea la democrazia politica e in ogni riforma c’è sempre una norma positiva, ma io mi chiedo se dopo il voto ci saranno ancora la democrazia e la costituzione che abbiamo difeso ad ogni costo e hanno contribuito alla nascita della potenza italiana. Il bicameralismo paritario non è superato, bensì pasticciato perché porta dissensi fra camera e senato, rivaluta negativamente il ruolo del presidente della repubblica. E’ inoltre scandalosa anche l’abrogazione dell’articolo 58 ed ancora di più lo è l’Italicum, quindi che al popolo non venga tolto il diritto al voto perché altrimenti lo si priva di altre libertà.” Prosegue il Prof. Grassi: “E’ una riforma complessa di cui vanno elencate luci ed ombre; fra le prime c’è il miglioramento dell’istituto referendario, il tentativo di contenere ed arginare la decretazione d’urgenza e l’abolizione del cnel, parti pregevoli scritte in modo chiaro eccezion fatta per quelle ombre che consistono negli articoli 70 e 117. In teoria lo stato può funzionare senza istituto referendario, anche se la democrazia in tal caso latita, così come funziona senza decretazione e quindi con maggiori difficoltà, ma non possiamo privarci dell’organo di costituzione delle leggi. Quanto esprimono molti commi di entrambi è un procedimento per materia e non per fonti, insomma ci si deve interrogare proprio sulla competenza in materia di una qualsiasi funzione fondamentale ma magari regionale o addirittura facoltativa.” Il Prof. Di Majo conclude e replica: “Negli ultimi 20 anni è mancato un equilibrio istituzionale, il superamento del bicameralismo può farci uscire da questa paralisi. Persiste comunque una forma di governo parlamentare in cui rimane anche la fiducia e questa riforma ha anche i suoi contrappesi; il premier non ha pieni poteri e la prima parte della costituzione, in base ad una sentenza della Corte Costituzionale, non può essere modificata, stesso dicasi per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ un pò fantapolitica ciò che sostiene il Comitato del No, questa riforma prevede anche la stipulazione delle leggi da parte della maggioranza del senato ed il principio di trasparenza in cui viene messo a nudo quanto fatto dal governo, quindi gli amministratori riacquistano la responsabilità politica dopo anni. Riguardo l’articolo 70, è più semplice di quanto si pensi perchè i procedimenti si distinguono in mono e bicamerali.”

Redazione

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