CAPRI/ Operaio morto in cantiere, il datore di lavoro condannato per omicidio colposo a 3 anni

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L’aula del Tribunale di Napoli

NAPOLI – Stava eseguendo, in nero, lavori di ristrutturazione in un villa di Capri, ma morì a causa di un infarto. La sesta sezione penale del tribunale di Napoli ha condannato in primo grado a tre anni di reclusione, oltre al pagamento di 200mila euro di provvisionale ai familiari, il datore di lavoro dell’operaio accusato di omicidio colposo aggravato.

L’ACCADUTO – I fatti risalgono al 12 gennaio 2011 quando un 44enne napoletano perse la vita nel cantiere di via Marina Piccola dove erano in corso lavori commissionati da un imprenditore edile di Capri. L’operaio, emerse dalle indagini della polizia, prestava lavoro al nero, non aveva copertura assicurativa e non era stato sottoposto alle visite obbligatorie mediche preventive necessarie per l’assunzione. Il 44enne aveva una malformazione cardiaca congenita e quel lavoro usurante, probabilmente, non avrebbe potuto farlo. Il pm ha chiesto una condanna a quattro anni e sei mesi, parzialmente accolta dal giudice che ha inflitto all’imprenditore edile una pena di tre anni, oltre al pagamento di una provvisionale di 200mila euro a favore dei familiari dell’operaio, costituitisi parte civile nel processo.

Redazione

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