Campania e Napoli: tra bandiere blu e bandiere nere

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Con l’avvicinarsi dell’estate non possiamo fare a meno di parlare di mare e, per segnalare le acque più limpide, le spiaggie più pulite e i servizi più efficienti, vengono assegnate ogni anno le bandiere blu, create appositamente dalla Fee (Federazione per l’educazione ambientale). In Italia il numero delle bandiere aumenta da 131 del 2012 a 135 di quest’anno.Capolista è la  Liguria che si conferma la regione italiana con il più alto numero di bandiere.Seguono in ordine: le Marche, la Toscana, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia, l’Emilia Romagna, la Sardegna, il Veneto, il Lazio, la Sicilia, la Calabria, il Friuli Venezia Giulia e infine la Basilicata. Inoltre anche le regioni che non si  affacciano sul mare ottengono le bandiere grazie ai loro laghi (Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige).

Soffermandoci sulla Campania, le località che hanno ottenuto le bandiere blu sono 13, le stesse dell’anno precedente: Massa Lubrense e Anacapri per quanto riguarda la provincia di Napoli; Pisciotta, Sapri, Centola-Palinuro, Agropoli, Ascea, Positano, Castellabate, Acciaroli-Pioppi, Casalvelino, Vibonati-Villamare e Montecorice-Agnone per quanto riguarda la provincia di Salerno.Nonostante il buon risultato raggiunto e commentato positivamente dal Presidente della Regione Caldoro, che ha citato gli sforzi della Regione e degli enti locali, risalta anche la disomogeneità della distribuzione delle bandiere concentrate quasi tutte nella provincia di Salerno e poche nella provincia di Napoli (fra l’altro nei comuni più a sud della provincia). Ovviamente esistono dei motivi per i quali la distribuzione delle bandiere blu è così disomogenea, motivi che si intuiscono dalle segnalazioni dell’Arpac. Fra questi troviamo: il contenzioso fra Regione Campania e Comune di Napoli per quanto riguarda il potenziamento del depuratore di Napoli est che dovrebbe ripulire le acque nella zona di San Giovanni a Teduccio, la mancata linea di depurazione biologica che non consente la balneazione nelle acque delle zone di Castellammare, Torre del Greco e Torre Annunziata e l’assenza di collettori nella zona di Giugliano e Licola. E non basta solo questo perchè anche a Sorrento e nei comuni limitrofi si hanno dei problemi: uno legato ad  un corso d’acqua inondato di sversamenti abusivi che vanno a finire direttamente in acqua ed un altro legato ad una mancata costruzione di un depuratore.L’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, ha dichiarato che entro giugno partiranno le gare d’appalto per la costruzione degli impianti necessari grazie ad uno stanziamento dell’Europa. Speriamo così che quanto meno migliorino le condizioni delle nostre spiagge e delle nostre acque, per consentire un maggior flusso di turisti e per permettere agli abitanti di Napoli e provincia di potersi tuffare nelle acque del loro mare.

Vincenzo Masullo

Redazione

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