Calciomercato, il terzo cassetto e la concorrenza perfetta

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di Vincenzo Martino

Il Napoli che si appresta ad affrontare la stagione 2017-18, lo fa con una inedita fiducia nei propri mezzi, qualcosa finora di sconosciuto e che appartiene solo ai grandi club abituati come sempre a lottare per vincere. Le felici intuizioni societarie, ma soprattutto il tanto lavoro quotidiano di Sarri ha dato un identità precisa alla squadra attraverso un calcio entusiasmante espresso lo scorso campionato, che ha fatto crescere l’autostima di tutti. La fiducia in sé stessi si sa, è un toccasana che aiuta tanto. Ma l’autostima da sola non può bastare, non fa miracoli, e nel calcio si vince quando tutti i tasselli sono al loro posto, tutti i dettagli sono curati e messi a punto. Sono diverse le cose che vanno sistemate, non è tutto rose e fiori. Uno dei tasselli ancora da completare e che non va trascurato è la necessità di avere in rosa un alter ego di Hysaj, un altro terzino destro utile alla causa e a quel progetto che si spera possa dare i suoi frutti nella prossima stagione.

Attenzione: alter ego, mica vice
Non bisogna cercare un vice, l’etichetta stessa non è gradevole, non intriga, non stuzzica la fantasia, anzi al contrario dà il senso del divario tecnico, della distanza che c’è tra due elementi. La presenza del vice presuppone una gerarchia netta, tra chi è titolare indiscusso, e chi è lì a guardargli le spalle, pronto si, ma raramente utilizzato. A volte si è alla ricerca addirittura di un elemento che non dia “fastidio” al titolare, quasi un paradosso. Al Napoli occorre un terzino che possa essere sullo stesso livello dell’albanese, se non addirittura superiore (magari). In campionato, lo scorso anno Hysaj ha disputato 35 partite, totalizzando 3.032 minuti; Maggio il suo (ahimè) vice solo 7 gare e 392 minuti, circa un decimo di Hysaj: gerarchia netta! Inoltre, basta osservare la fascia sinistra, dove pure vi è una preferenza chiara a favore di Ghoulam rispetto a Strinic, ma in questo caso lo scarto tra i due in termini di minutaggio è stato molto inferiore, intorno al 40%. I minuti della coppia Ghoulam-Strinic è stato rispettivamente di 2.379 per il primo e di 1.037 minuti per il croato. È evidente che in questo caso la gerarchia c’è stata, ma è stata meno spinta di quella sull’out di destra.

Riposo e concorrenza
La concorrenza è fondamentale e aiuta le prestazioni, fa attingere alle energie nervose e a quelle inconsce, quelle che fungono da stimolo per la gara, che fanno dare il meglio di sé negli allenamenti. Quante volte si è sentito dalla bocca degli allenatori e di chi sa delle cose di campo, che la gara non si vince la domenica ma durante la settimana con gli allenamenti. Purtroppo, avere un semplice guardaspalle può indurre un appiattimento emotivo inconscio, una convinzione insidiosa quanto subdola di essere il titolare indiscusso, che spesso finisce per incidere negativamente sulla prestazione. Inoltre, quando si è in presenza di un vice e non di un alter ego (concorrenza) l’allenatore è spesso portato a preferire il titolare al panchinaro (e si è visto), per ovvie ragioni di valori in campo, anche quando il primo è stanco o fuori forma, quando avrebbe bisogno di fare turnover perché il suo valore sarà sempre e comunque superiore al suo vice.

Rosa profonda ed equa
In molti hanno sempre sostenuto che Callejon gioca tutte le gare perché insostituibile. Pochi si sono accorti che Josè non ha mai avuto un vero sostituto, un alter ego, un concorrente perfetto. Quest’anno la presenza in rosa di Ounas, bravissimo e capace di offrire varianti importanti sull’out di destra, permetterà al numero sette azzurro di tirare il fiato con maggiore frequenza, perché il livello della fascia resterà pressoché immutato o al massimo varierà nelle caratteristiche degli interpreti con evidenti riflessi sulla manovra, e sarà molto probabile che le prestazioni di Callejon potranno essere addirittura migliori delle passate stagioni.

Modelli da imitare
Analogamente a ciò che è stato fatto con Callejon-Ounas, la rosa va adeguata anche con un reale cambio per Hysaj. Magari un terzino con caratteristiche diverse rispetto all’albanese. Sarebbe interessante uno con caratteristiche alla Ghoulam, abile a fraseggiare con i compagni, per completare la catena di destra con Zielinski e Ounas e replicare in caratteristiche la fascia sinistra formata da Ghoulam, Hamsik e Insigne. Un terzino capace di andare all’occorrenza anche orizzontalmente, e favorire l’ampiezza a Zielinski o Callejon; oppure semplicemente che sappia cucire il gioco sulla corsia. Un terzino capace di offrire una variante tattica in un sistema di gioco collaudato si, ma pur sempre perfettibile e che non deve smettere di sorprendere gli avversari convinti di sapere come arginare il Napoli. Si può e si deve sempre migliorare.

Conclusioni
Il Napoli acquisterà un altro terzino destro lo dicono i numeri. Il minutaggio avuto da Hysaj e Maggio parla chiaro: un’altra stagione con il solo Hysaj non è possibile affrontarla. C’è da capire se si tratterà di un vice o di qualcuno in concorrenza reale con Hysaj. Molto probabile che la dirigenza sia solo in attesa di capire se giocherà o meno la Champions per decidere. La partecipazione alla massima competizione europea, la seconda volta consecutiva (record) assicurerà ricavi ed un buon numero di gare di prestigio, oltre a dare continuità di presenza al salotto buono del calcio del vecchio continente, e non fare apparire il Napoli come una squadra semplicemente intermittente. Il preliminare sarà il vero spartiacque della stagione. Bisognerà non sottovalutare l’impegno di agosto, e per quanto divertenti e goliardiche tutte quelle manifestazioni del tifo tipo “chi non salta è juventino”, il rischio è che possono solo creare distrazioni e falsi obiettivi. È opportuno concentrarsi solo ed esclusivamente sul Napoli, sulla squadra, senza troppo guardare agli altri. Inoltre, i continui discorsi sullo scudetto fanno perdere la percezione delle cose perfettibili e degli errori commessi, delle cose da migliorare, e dei match da affrontare senza tanti voli pindarici. Più in alto si vola con la fantasia, più rovinosa può essere la caduta. Il Napoli ha le possibilità per vincere ma non la certezza, quella non la ha nessuno, e di sicuro non è la squadra che parte favorita. Meglio allora avere un profilo basso. La parola scudetto è stata sdoganata e fa piacere, è segno di consapevolezza, ma adesso va riposta nel terzo cassetto, quello che è sempre in fondo, quello meno accessibile, quello che spesso ci si dimentica cosa ci sia stato riposto perché raramente aperto; se tutto andrà come si spera, a maggio nel terzo cassetto ci sarà qualcosa di magico.

Redazione

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