Cala il sipario sul teatro Sancarluccio

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“Il teatro non è indispensabile. Serve ad attraversare le frontiere fra te e me.”. – Jerzy Grotowski

Un altro pezzo della storia di Napoli muore sotto l’indifferenza della città e delle istituzioni. Su internet compare l’ultima inserzione ma questa volta non è per pubblicizzare uno spettacolo ma per informare che è stato messo all’asta gli arredi della sala  storica di San Pasquale. Oltre allo stabilimento anche la compagnia è costretta a lasciare il teatro, perché mancano i soldi. In definitiva i problemi andavano avanti da anni così, ha dichiarato Mastrominico che già al tempo lo stesso padre combatteva una battaglia già persa perché amministrazione e sovvenzioni si erano dimenticate di loro, una situazione specchio della crisi del teatro che sembra voglia scomparire dalla nostra cultura.  In campo politico solo il grillino Salvatore Micillo ha provato a esporre la situazione al ministro dei Beni e delle attività culturali, ma ricevendo una risposta burocratica e pressoché non soddisfacente. Francesco Emilio Borrelli ecologista crede che la colpa vada condivisa anche con l’indifferenza della città di Napoli.

Purtroppo nessuno si è fatto avanti per salvare il piccolo teatro partenopeo. Il Sancarluccio è una sala storica nel panorama teatrale napoletano e italiano. Nato nel 1972 come sede dei Cabarinieri popolare gruppo di cabaret dell’epoca. In quel palcoscenico hanno visto calcare i primi passi artisti del calibro di Roberto Benigni e Massimo Troisi, che debuttava con la Smorfia, insieme a Lello Arena e ad Enzo De Caro. Altri artisti da ricordare sono: Mario Martone e Tony Servillo con la loro sperimentazione in erba, Antonio Neiwiller e Renato Carpentieri, Silvio Orlando e Tonino Taiuti. Parte della lista si completa con: Peppe Lanzetta, Vincenzo Salemme, Marina Confalone, Lucia Poli, Laura Morante, Luigi Lo Cascio, Leopoldo Mastelloni e i suoi corrosivi personaggi en travestie, Annibale Ruccello, che qui presentò la prima edizione di “Le cinque rose di Jennifer e tanti altri nomi eccellenti del panorama teatrale Italiano. Gianni Simioli ha voluto ringraziare pubblicamente le centinaia di persone che hanno contribuito alla raccolta di fondi per il Sancarluccio, che purtroppo non è stata sufficiente. Intanto sabato prossimo alle ore 20 ci sarà una proiezione del famoso monologo di Roberto Benigni ”Cioni Mario di Gaspare fu Giulia“.

Antonio Iorio

Redazione

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