CAIVANO/ La morte di Fortuna, resta in carcere il 39enne che fu il primo a soccorrere la bambina

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Resta in carcere il primo soccorritore della bambina

CAIVANO – «Sconvolgente la decisione del tribunale del Riesame di lasciare in carcere un uomo con l’accusa di aver abusato di una bambina che è ancora illibata e che ha urlato la sua verginità sin dal primo momento!». È un passaggio delle dichiarazioni rese dalla penalista Sabina Coppola, avvocato difensore dell’imputato, a commento della decisione del Riesame di confermare gli arresti a carico di un uomo di trentotto anni, ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 12 anni.

IL PRIMO SOCCORRITORE – Un episodio avvenuto nel parco verde di Caivano e che vede coinvolto – tuttora in cella – il primo soccorritore della piccola Fortuna Loffredo, uccisa a sei anni (dopo aver subito violenza sessuale), in uno scenario ancora tutto da chiarire. Il Riesame ieri ha negato la scarcerazione del 38enne.  Vicenda che ora attende nuove mosse da parte della Procura della Repubblica di Napoli nord, guidata dal procuratore Francesco Greco, in uno scenario segnato da non poca omertà e chiusura da parte delle persone del posto. A distanza di mesi dalla morte della piccola Fortuna, nessun elemento di novità sembra emerso dalle indagini condotte fino a questo momento.

Redazione

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