Alla scoperta delle detenute di Pozzuoli con il libro di Giovanna Di Francia

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di Eva Martino
POZZUOLI
– Dolori, nostalgie, costrizioni, assenze e pentimenti: un intreccio infinito di emozioni dietro le sbarre del carcere di Pozzuoli. A raccontarle Giovanna Di Francia nel suo “Anche in carcere viene Natale”.  Sabato 27 gennaio, al termine della Messa prefestiva, alle ore 19 circa, la presentazione del libro presso la Parrocchia puteolana del Carmine. Oltre all’autrice, presenzia Padre Manoel Josè Rosa.

LA TRAMA – È la storia di Amanda, giornalista e correttore di bozze, che si intreccia con quella di alcune persone recluse presso il carcere di Pozzuoli. Amanda è una donna fragile, che vive la sua età con il tormento di un tempo andato via troppo velocemente. I suoi interlocutori, Nanà in primis, le affidano i patimenti della detenzione: la nostalgia dei figli, la lontananza dalla casa e dalla famiglia, il rammarico di non avere avuto altre chances nella vita.

“NON LASCIAMOLI SOLI” – L’autrice esalta la voglia di riscatto di ogni detenuta e la necessità che la società di “fuori” faccia rete intorno ad esse, soprattutto finita la pena. Vuole inoltre evidenziare quanto in ciascuno di noi sia presente un potenziale di crimine, ma che grazie al sostegno di chi vive intorno a noi, si riescono ad affrontare le difficoltà con differenti strumenti. La lettura del libro “Anche in carcere viene Natale” vuole essere un mezzo di comunicazione sociale per favorire il superamento del pregiudizio. Vuole essere un modo per sensibilizzare le comunità ad agire, ad intervenire PRIMA che la persona che ci vive accanto con delle difficoltà, commetta il reato. L’intervento può essere anche di natura indiretta allertando le persone competenti ad offrire un aiuto. È interesse di tutti vivere in una società sana e solidale.

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