Agerola Arte 2013

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Agerola, Napoli. Continua la Mostra dedicata all’arte contemporanea e alle avanguardie artistiche con tre personali (riunite sotto il titolo di Global Art) degli artisti Pasquale Vitale, Antonio Tulino e Tommaso Arcella. La rassegna è inserita in Agerola Arte 2013 ed è iniziata il 15 giugno scorso. Vitale, Tulino e Arcella è il secondo appuntamento dell’iniziativa curata dal prof. Alberto Silvestri presso la Casa della Corte ad Agerola, un palazzo antico, oggi luogo di appuntamenti culturali organizzati dall’Amministrazione Comunale, situato in Piazza Unità d’Italia. I tre maestri in oggetto, Pasquale Vitale, Antonio Tulino e Tommaso Arcella sono molto conosciuti e apprezzati del mondo dell’arte contemporanea. È di certo una mostra da non perdere, soprattutto per la curiosità delle opere esposte, che spaziano dalla drammaticità della sofferenza all’esplorazione degli enigmi fino all’attacco sociale diretto. Le opere di Vitale, un po’ gotiche e dai toni scuri, ci riconducono a una visione filosofico-relativista, anche se l’artista non diserta le espressioni fumettistiche lavorando a tavole e strip di successo, come il graphic Giordano Bruno, pubblicato per Oxiana edizioni. Alcune acqueforti, come Natura Morta, raffigurante un vecchio che si copre il viso (ma è più una faccia) con le mani nodose, così come le xilografie e gli acrilici su tela esprimono stati d’animo e punti di vista che si avvalgono di tecniche classiche riviste e sapientemente utilizzate. Tulino esplora invece soprattutto l’ambientazione sociologica (cosa che gli riesce davvero bene essendo lui stesso sociologo, oltre che pittore), è un artista specializzato in computer art ed è molto conosciuto negli Stati Uniti. Molto particolari le opere Babele e Esodo, che mescolano classicismo e toni fantascientifici, quasi iperrealisti, senza magari la profonda maniacalità dell’uso del dettaglio e dell’esagerazione tipici, appunto, dell’iperrealismo. Arcella, infine, artista e architetto, ha partecipato ai collettivi degli anni Settanta, ha lavorato per molti Festival dell’Unità ed è stato tra i fautori dell’arte cinetica e dell’Optical art in Italia. Nelle sue opere ci sono intensità, veemenza e nello stesso tempo una sorta di misterioso rigore. Interessante l’uso di materiali come pistole, oggetti di vario tipo e filo spinato, soprattutto negli oli su tela e sugli acrilici. Temi d’attualità come mafie ed economia vivono nei suoi quadri dal sapore psicoanalitico, tra i quali Morte Bianca Morte è uno dei più incisivi.

Le opere dei tre autori sono il frutto di un singolare mix tra arte, fotografia, fumetto grafico e composizione strutturale e saranno visibili al pubblico fino all’11 luglio.

Claudia Verardi

Redazione

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