di Violetta Luongo
NAPOLI – C’era un napoletano, un siciliano e un inglese…con un incipit di una barzelletta si snoda la struttura scenica che regge tutta la trama di “Un ponte per due” di e con Paolo Caiazzo e Antonello Costa, in scena fino al 30 novembre al teatro Acacia.
Commedia, scritta a quattro mani, divertente, originale e a tratti poetica, a metà strada tra la favola e la magia che spinge il pubblico a far riflettere e sognare oltre che a ridere tanto.
TRAMA – Siamo a Londra, sul famoso Tower Bridge, lì su pochi metri di ponte che affaccia sul Tamigi si snoda tutta la vicenda esilarante: l’incontro-scontro tra i due protagonisti che, attanagliati dai problemi familiari e lavorativi, decidono di farla finita e gettarsi tra le gelide acque del fiume inglese. Un suicidio che sembra impossibile, impedito da tanti equivoci e tanti sketch con confessionali imbarazzanti e spassosi. E’ il rintocco del Big Ben a segnare lo scorrere del tempo, e alle prime luci dell’alba, come in una moderna fiaba di Cenerentola, la magia deve finire e svelare le vere umanità e verità.
L’ARMA DELLA PAROLA – Doppi sensi, dialoghi assurdi e surreali, confessioni ridicole incorniciano la commedia tragicomica che il duo comico, ottimamente assortito, mette in scena. Storie umane fragili e complesse messe a nudo mediante il riso, seppur a volte dolce-amaro. Le battute sono condite da mescolanza di dialetti napoletani e siciliani con inglesismi vari. Caiazzo e Costa portano sul palco tematiche attuali come l’omosessualità e l’intelligenza artificiale sempre più invadente e predominante di cui l’uomo sembra ormai non poter farne più a meno schiacciato sotto al peso della tecnologia. A completare la compagnia, i bravi Giulia De Angelis e Mirko Ciccariello.