A Napoli un circo: tra gag e acrobazie la storia di due giocolieri

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Gli acrobati a piazza San Domenico a Napoli

NAPOLI – Il centro storico della città è un palcoscenico a cielo aperto. Non manca giorno in cui passeggiando per i decumani si rimanga, anche qualche minuto, ad applaudire i cosiddetti “artisti di strada”, improvvisati e non, che catturano l’attenzione e i sorrisi della gente. Sono musicisti solisti, band, poeti, giocolieri, mimi, madonnari, burattinai, tutti con grandi talenti e con una storia da raccontare dietro le loro maschere. 

 

ACROBAZIE, GAG E ARTE CIRCENSE – Da circa quattro, cinque mesi due streetartist stanno mettendo in scena, tre le quinte scenografiche delle principali piazze storiche, uno spettacolo davvero unico nel suo genere. Si tratta del duo di giocolieri acrobati Kaos-Mattaccino, al secolo Guido Burzio e Salvatore di Foggia. Sfidandosi in un comico duello a cavalcioni di un monociclo o tentando di portare a termine un passaggio di birilli che puntualmente cascano per terra, i due artisti circensi finiscono per regalare alla folla una serie di gag esilaranti e grottesche acrobazie dal titolo Spazza-Tour.

Salvatore il Mattaccino ci spiega il voluto gioco di parole ironico: «Questa performance scherza sull’accostamento dei due termini, il cui suono complessivo richiama facilmente alla mente un problema della nostra città, magari inteso in vari aspetti. Io sono Mattaccino, letteralmente un saltimbanco, definizione antica del giullare che guadagnava eseguendo in pubblico giochi di abilità e lazzi burleschi». Gli oggetti e l’attrezzatura dello spettacolo, così come i personaggi che ne escono fuori e le scenette divertenti sono in effetti semplici, alla portata di tutti, quotidiani, tanto quanto alcune battute in dialetto napoletano che colorano lo show. Eppure dietro tutto questo c’è una vera arte, un talento, c’è un passato di esperienze in giro per il mondo, di formazione e innanzitutto c’è una scelta di vita.

 

LA DURA VITA DELL’ARTISTA DI STRADA – Salvatore ha iniziato questa esperienza non per affinare le caratteristiche di attore, ma per abbracciare un vero stile di vita, quello del saltimbanco: «Mi sorprendo sempre quando ripenso a quei cinque mesi della mia vita durante i quali decisi di lasciare il mio posto di lavoro – era responsabile grafico e pittore in un’importante azienda – per intraprendere con 5 amici a bordo di minicamper l’avventura degli spettacoli . Ho iniziato alla fine degli anni Ottanta a Napoli, abbiamo girato l’Italia e con qualche puntata all’estero. È stato il periodo più intenso della mia vita!». Mattaccino si è formato con qualche seminario e frequentando anche l’Accademia del Circo oggi a Verona, ma si riconosce semplicemente un autodidatta, elogiando invece il curriculum artistico dell’amico e socio Kaos, ricco di maggiori esperienze.

Al sorriso spensierato di Salvatore che, nonostante le difficoltà economiche, riconferma la sua la sua vocazione artistica on the road, Guido ricorda che: «Questi spettacoli in momenti migliori radunavano il triplo delle persone e ci procuravano numerosi ingaggi privati. È dura andare avanti così, a volte racimoliamo anche solo dieci euro».

Forse non si è accorto che intanto, tra la folla che li applaudisce, ciò che maggiormente si ascoltano sono le risa interminabili dei bambini in preda al divertimento.

   

Giovanni Postiglione

Redazione

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