A Napoli la vendita dei libri è vietata, ma per i prodotti contraffatti non lo è – LE FOTO

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NAPOLI – «Chi s’immaginava che, dopo le ultime elezioni amministrative, sulla scorta del rinnovamento promesso, ma mai decollato, le cose a Napoli sarebbero cambiate, riceve ogni giorno di più una cocente delusione aggiuntiva – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Così oggi apprendiamo dagli organi d’informazione di un’azione condotta nei confronti delle bancarelle dei libri presenti da tempo immemore nella zona di Port’Alba, costretti a sbaraccare in quanto non in possesso delle autorizzazioni necessarie per l’occupazione di suolo pubblico. Peccato, però – stigmatizza Capodanno –, che altrettanta solerzia non si manifesta nei confronti dei tanti ambulanti abusivi che nell’area collinare della Città vendono merce, per lo più contraffatta, posta su banchetti improvvisati o su lenzuoli stesi per terra. E questo, peraltro, in un quartiere che sta attraversando una  preoccupante crisi nel settore commerciale a posto fisso, con decine di saracinesche abbassate solo negli ultimi mesi ed altre che rischiano di abbassarsi a breve, crisi aggravata certamente dall’ambulantato, presente in maniera diffusa e costante sul territorio, con evidente tolleranza da parte di chi dovrebbe attuare i necessari e continui controlli. Così stamattina in via Kerbaker, nei pressi dell’ex libreria Loffredo (un’emblematica coincidenza nel binomio libri – merce contraffatta), c’era il solito extracomunitario che vendeva tranquillamente i CD ed i DVD piratati sistemati su una cassetta per la frutta, posta in mezzo al marciapiede, mentre in via Tino di Camaino si continuavano a vendere le borse di marca, anch’esse contraffatte, sistemate su lenzuoli stesi per terra. In entrambi i casi non mi risulta che si è fatto avanti nessun tutore dell’ordine per far sgomberare gli ambulanti abusivi, comminando le sanzioni del caso – prosegue Capodanno -. E, si badi bene, che non c’è solo da contestare la mancanza delle autorizzazioni per le occupazioni del suolo pubblico ma ben più pesanti violazioni, reati che trovano il loro riferimento normativo nel codice penaleGrazie a queste palesi ingiustizie, inconcepibili in qualsivoglia realtà urbana – conclude Capodanno –, l’immagine che si ricava è quella di una città dalla doppia faccia: forte con i deboli e debole con i forti, dove la forza di quest’ultimi nasce dall’arroganza e dalla prepotenza di coloro i quali, con la scusa che non avrebbero nulla da perdere, continuano con protervia la loro attività illegale, infischiandosene di leggi e regolamenti».

Redazione

 

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