Clan Mele,udienza preliminare: associazioni antiracket si costituiranno parte civile

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StampaNAPOLI – Domani presso il Tribunale di Napoli è stata fissata l’udienza preliminare del processo contro il clan Mele di Pianura. Saranno giudicati, tra gli altri, i fratelli Giuseppe e Salvatore Mele e la compagna di Giuseppe Mele Salvina Cuozzo ai quali vengono imputati diversi reati, tra i quali quello estorsivo, aggravati dalla matrice camorristica. Gli imputati furono arrestati lo scorso mese di agosto perché, tra l’altro, secondo l’accusa, espropriarono la casa popolare ad una famiglia temporaneamente allontanatasi dalla propria abitazione.
Alla udienza preliminare, insieme alle persone offese che si costituiranno parte civile, saranno presenti il senatore Franco Malvano, commissario antiracket e antiusura della Regione Campania, Luigi Cuomo in rappresentanza dell’associazione antiracket di Pianura e di SOS IMPRESA e Anna Ferrara delegata del Sindaco di Napoli per le attività antiracket e antiusura.

LE DICHIARAZIONI – «È un nostro dovere, ha dichiarato Anna Ferrara, essere accanto a chi ha coraggiosamente deciso di non subire passivamente la violenza e la prepotenza della camorra e che, denunciando, ha affidato allo Stato e alle sue Istituzioni la domanda di giustizia e legalità».
Hanno infatti annunciato la richiesta di costituzione di parte civile il Comune di Napoli, l’associazione antiracket di Pianura e l’associazione nazionale antiracket SOS IMPRESA-RETE PER LA LEGALITÀ.
«L’accompagnamento alla denuncia e l’assistenza legale alle vittime, ha dichiarato Luigi Cuomo, sono da sempre le attività principali delle nostre associazioni a favore di imprenditori e cittadini che decidono di dire basta al racket e all’usura. Le nostre attività, continua Cuomo, sono assolutamente gratuita perché fondate sul volontariato e sulla gratuità della nostra assistenza ed anche in questo caso abbiamo ritenuto giusto essere presenti e solidali con i denuncianti in aula per non far sentire soli chi ha avuto la dignità di liberarsi dalla parassitaria imposizione camorristica.
Ricordo , conclude il rappresentante dell’associazione antiracket di Pianura, che i fratelli Mele furono arrestati già 11 anni fa a seguito di una denuncia di estorsione da parte di un commerciante di Pianura ed anche in quel caso la nostra associazione fu in aula accanto alla vittima anch’essa costituita parte civile. Dopo undici anni nel nostro quartiere sulla lotta al racket non si è abbassata la guardia, anzi la denuncia è diventata la regola e la normalità. La collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura funziona e produce risultati come quelli che venerdì saranno celebrati in Tribunale»

Redazione

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