L’obiettivo è portare una sonda tutta «made in Napoli» su Marte nel 2024. Al programma SMS (Small Mars Satellite) sta lavorando il Consorzio Ali, un gruppo formato da 18 aziende tutte napoletane, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte.
Nel video (Marte, una nuova sfida napoletana) si vede la sonda effettuare il viaggio interplanetario e «ammartare». Una volta sul suolo del pianeta rosso, un drone progettato dalla Federico II e un analizzatore di particelle e polveri realizzato dall’Inaf permetteranno di effettuare ricerche scientifiche direttamente sul posto.
Tutto ruota attorno al dispositivo IRENE, brevettato dal Consorzio Ali, e che aiuterà la sonda a «rallentare» prima di raggiungere il suolo marziano. Lo studio di fattibilità è iniziato a novembre scorso ed è stato finanziato dall’Esa (Agenzia spaziale europea). La presentazione è avvenuta questa mattina negli uffici napoletani di via Gianturco, alla presenza di Luigi Carrino (presidente del Cira, che ha certificato il tessuto del dispositivo IRENE), Ian Carnelli (direttore del Programma studi generali dell’Esa), Giovanni Squame e Norberto Salza (rispettivamente presidente e fondatore di Ali) e Massimo Comparini (manager di Telespazio).
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