
di Violetta Luongo
NAPOLI – Riscoprire le origini e la storia di Napoli attraverso gli occhi di due artisti svizzeri. Al Pan (via dei Mille, 60) fino all’11 ottobre i “Miti e i riti campani” prendono vita nella suggestiva esposizione di Barbla e Peter Fraefel. Dagli ex voto alla tombola napoletana, dalle anime del Purgatorio al culto della morte. Una mostra, come piace sottolineare a Fraefel, adatta anche ai bambini dai 3 fino ad un pubblico di 95 anni, che si snoda in un percorso tra sculture, giochi di ombre e acqua e labirinti, che documenta e diverte. Da circa venti anni il duo Fraefel trascorre parte dell’anno a Campagna, in provincia di Salerno, e la loro attività dalla fine degli anni Novanta è ininterrotta; il legame con il territorio campano e la continua ricerca e indagine della realtà popolare di Napoli, e della Campania è diventato il fondamento della loro arte. «Sì la Svizzera è funzionale ma lì manca la vita, l’umanità, la gente che popola e anima Napoli», dice Peter.

«[…] L’artista, non riproduce passivamente e, insieme, in virtù di automatismi di copia o ripetizione, bensì osserva la realtà che lo circonda, in cui è immerso; ne riceve stimoli, emozioni, sentimenti, e dunque la interpreta, la introietta, la ributta fuori di se esprimendola e/o esprimendosi: ne fa, secondo la propria personalissima lettura e appropriazione, qualcosa di altro e diverso dall’originale, da cui pure ha preso le mosse. E ciò risalta, in maniera assai vistosa quanto peculiare, nell’opera degli svizzeri Barbla e Peter Fraefel», scrive lo storico Guido D’Agostino, curatore della mostra insieme al critico Vito Maggio.

NAPOLI TRA TORMENTO ED ESTASI – Ma Napoli è tormento ed estasi: se in una sala si rimane incantati dal romanticismo della struttura in ferro dell'”Albero ex voto” che con il suo andamento lento crea un gioco di luci e ombre tra le 80 sagome che si sdoppiano davanti agli occhi dello spettatore, «un meraviglioso congegno teatrale e scultoreo – lo definisce al vernissage Rino Mele, docente della Facoltà di Lettere di Salerno – che scorre in maniera immaginifica rappresentando l’intera summa di tutta la mostra»; poco dopo si rimane quasi “intrappolati” nel percorso che conduce al Purgatorio, uno stretto labirinto ossessivamente tappezzato dai titoloni a piena pagina dei maggiori fatti di cronaca successi in Campania e stampati dai quotidiani locali, i caratteri cubitali delle scritte quasi avviluppano lo spettatore agognante di raggiungere la sua meta: il Purgatorio degli animali, lì non ci sono più titoli di giornali, la cronaca tace, tutto lo sguardo è concentrato e attirato dalla conca infuocata, dalle “anime del Purgatorio”, realizzate dall’artigiano Francesco Sessa, che andranno poi in mostra nella chiesa delle “Anime Pezzentelle” in via dei Tribunali.